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sabato 2 maggio 2015




FORTE, PECCAMINOSA MA ANALCOLICA




Si tratta della bibita allo zenzero, che può essere un ottimo aperitivo o una bevanda estiva rinfrescante. Si attribuiscono allo zenzero molte proprietà curative: è apprezzato come digestivo, antinausea, antidolorifico, antitosse e molto altro ancora. Non so dirvi se sia tutto vero, ma curiosamente, fra tutte queste virtù la più inverosimile, cioè il suo supposto potere afrodisiaco, è a mio avviso anche la più veritiera. Forse perchè è così piccante, corroborante e tonico. Mi rendo conto che è opinabile, ma non avete che da provare.
Vi spiego il modo più veloce di preparare la bevanda.
Prendete un'abbondante quantità di radice di zenzero fresca, spazzolatela sotto l'acqua corrente, tagliatela a pezzi e mettetela in un mixer. Aggiungete uno o due bicchieri d'acqua e fate andare il mixer per mezzo minuto. Colate versando in una grande caraffa. 





Spremete il succo di un paio di limoni. Non vi dico quanti perchè lo deciderete voi strada facendo. Mescolate il succo di limone, anch'esso colato, al succo di zenzero. Avrete ottenuto una bibita molto piccante che andrà diluita secondo il vostro gusto. Aggiungete zucchero a piacere, altro succo di limone ed acqua fresca, assaggiando dopo ogni aggiunta. Quando troverete che il sapore vi soddisfa, mettete in frigo.









Tenete presente che, se desiderate servirlo come aperitivo, sarà meglio tenerlo un po' più forte; se invece volete usarlo come dissetante potrete diluirlo maggiormente.
A questa ricetta base potrete portare le variazioni che preferite: sostituire del tutto o in parte il succo di limone col succo di pompelmo; aromatizzare con menta fresca; dolcificare con miele, aggiungere fragole frullate ecc.
Comunque la preparerete, la bibita sarà squisita.
Servitela fredda, guarnita con fette di limone, rametto di menta e molto ghiaccio.








FINE




lunedì 6 ottobre 2014




MOUSSE DI CIOCCOLATO BIANCO



Trovata per caso in un libretto tascabile, questa ricetta splendida è diventata un must, in casa nostra. Nonostante sia facile da fare, se servita in un'elegante coppa di cristallo non stona in un menu raffinato.
Questa versione è guarnita con fette d'ananas caramellate al forno


Io invece l'ho dovuta mettere in recipienti di vetro con coperchio (molto rustici), borsa frigo e '' siberini'', per portarla a Villacidro, dove abbiamo festeggiato san Francesco. Una festa importante in famiglia: onomastico di mammà, di mio fratello, di due nipoti. Eravamo in tanti, e ho pensato di portarne due, con due gusti differenti.




Versione da trasporto a Villacidro, con poco sciroppo di menta e menta fresca tritata

Qui sotto metto la ricetta, un po' modificata rispetto a quella del libretto. E' una ricetta base, che si presta a molte variazioni, la prima delle quali ve la dico subito: il cioccolato bianco si può sostituire con cioccolato Gianduja (o anche con cioccolato al latte).

Dose per 10 persone:
Sciogliete a bagnomaria 500gr di cioccolato a pezzetti. Fate attenzione che l'acqua non raggiunga mai il bollore. Unite al cioccolato 125cc di panna, mescolando finchè tutto è sciolto uniformemente. Togliete allora dal bagnomaria e lasciate intiepidire.
Separate i tuorli e gli albumi di 5 uova. Unite al cioccolato i tuorli, poco per volta. Fate raffreddare competamente.
Prendete 250cc di panna da montare, ben fredda, unitevi 2 cucchiai abbondanti di zucchero, e montatela densamente.
Quando dico ''panna'', intendo panna, quella roba che deriva dal latte, non uno di quei prodotti vegetali. Unite con grande delicatezza la panna montata al composto di cioccolato, con movimenti dal basso verso l'alto, per non schiacciarla.  
Montate a neve gli albumi e aggiungeteli al composto, sempre con movimenti delicati dal basso verso l'alto.
Versare in una bella coppa grande e mettere in frigo . 

1° variante: coprire la superficie con del croccante di mandorle pestato.
2° variante: spolverare con un po' di caffè liofilizzato ridotto in polvere fine, e dare una rimestata per variegarla.
3° variante: variegare con poco sciroppo di menta verde, ricordando che la mousse è già molto dolce di suo.
4° variante: servire con ciliege fresche.
5° variante: Aggiungere buccia d'arancio grattugiata.
Potete inventarne quante volete.



Altra versione portata a Villacidro, gusto caffè


mercoledì 9 luglio 2014




IL TE' FREDDO DAL FRIGO VUOTO

Suonano alla porta. E' mio fratello. Arriva inaspettato, accaldato, assetato. Da giorni non faccio la spesa, e ho bevuto tutto ciò che c'era da bere. Rimangono solo latte e acqua.
- Gradisci un tè freddo?- azzardo coraggiosamente.
- Sì, grazie, ne ho proprio bisogno! -
Mi accompagna in cucina tutto speranzoso. Io metto al fuoco un tegamino d'acqua e tiro fuori la scatola del tè. Mio fratello cambia espressione, non mi dice niente, ma si vede che è scontento e perplesso. Si sta chiedendo se deve aspettare fino a stanotte per avere il tè freddo; oppure, prospettiva peggiore, se per caso c'è un equivoco, e intendo servirgli un tè bollente mentre lui è in un bagno di sudore. Metto quattro bustine di tè nell'acqua che accenna a bollire e spengo. Prendo la brocca da un litro, la riempio con due vaschette di cubetti di ghiaccio (almeno il ghiaccio lo dovete avere), ci affetto dentro un limone (anche questo dovete avere), tolgo le bustine dal pentolino del tè, zucchero adeguatamente, e infine verso il tè caldo nella brocca. Aggiungo l'acqua necessaria a riempirla e il tè freddo è pronto. Anzi, ghiacciato, perchè i cubetti rimangono a galleggiare. In balcone raccolgo due rametti di menta e li metto nei bicchieri. Ho impiegato meno di 10 minuti. Mio fratello è decisamente rinfrancato.