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venerdì 16 ottobre 2015



I TOZZETTI DI ALLUMIERE




Questi sono dei biscottini simili ai cantucci toscani, ma assai più ricchi. A casa usiamo farli nel periodo delle feste: sono deliziosi da soli o con la cioccolata calda. In una scatola ermetica vi dureranno a lungo.
Ingredienti: 200gr di farina, 200gr di zucchero, 2 uova piccole, 200gr di nocciole sgusciate e tostate, 20gr di burro, cioccolato amaro a pezzetti.
Stemperate il burro nella farina fregandola tra le dita, poi unite tutto il resto. Io spezzo le nocciole perchè è più facile amalgamarle, ma potete lasciarle intere. Se l'impasto fosse troppo umido aggiungete farina.
Formate dei rotoli e lucidateli con un po' di latte.



Metteteli in forno già caldo, a 180° per 20 minuti. Controllateli e, se sono ancora un po' morbidi al tatto e hanno un aspetto poco cotto, attenzione: vuol dire che sono pronti!







 

Sfornateli e lasciateli raffreddare, poi tagliateli di sbieco. 













Attendete alcune ore prima di chiuderli in una scatola, perchè devono asciugarsi e indurire.














FINE

venerdì 19 giugno 2015




LUISA, I CONIGLI E I BACI PERUGINA
(PER TACER DEI MOSCHETTIERI)



 Luisa Sargentini era nata a Perugia nel 1877, da un pescivendolo e una casalinga. Sposò a ventun'anni Annibale Spagnoli, e insieme rilevarono una drogheria. Cominciarono subito a produrre confetti. Poi, nel 1907, con tre soci, misero su una piccola azienda nel centro storico di Perugia, con quindici dipendenti. Producevano caramelle, cioccolato e simili. Quando scoppiò la Grande Guerra Luisa rimase sola a dirigere la fabbrica, aiutata dai due figli. Alla fine del conflitto l'azienda contava già un centinaio di dipendenti e andava a gonfie vele. 




Tra le squisitezze prodotte vi era anche il famoso cioccolato Luisa, chiamato così in suo onore. Ancora oggi nelle ricette di pasticceria si può trovare tra gli ingredienti il cioccolato Luisa, intendendosi, per antonomasia, il cioccolato dark extra-fondente.



 Nel 1922, Luisa ebbe un'idea: decise di utilizzare la fine granella di nocciole avanzata da altre produzioni, impastandola con cioccolato gianduja. Aggiunse una nocciola intera e ricoprì il tutto con cioccolato Luisa. Il cioccolatino aveva forma bombata ma con una specie di nocca sporgente e ricordava un pugno chiuso. Luisa lo battezzò ''cazzotto''. In effetti era un cioccolatino squisito, ed ebbe immediato successo. Ma il figlio di uno dei soci fondatori dell'Azienda Perugina, Giovanni Buitoni (anche presidente dell'azienda Buitoni di prodotti alimentari) decise che il nome era davvero inadatto, soprattutto riferito ai cioccolatini usati spesso come affettuoso omaggio, e con felice intuizione ne modificò il nome in ''Bacio''.

 

Si affidò il lancio del prodotto a Federico Seneca, direttore artistico della Perugina. Ispirandosi al famoso Bacio di Francesco Hayez, Seneca disegnò la scatola blu con l'immagine dei due innamorati, rimasta da allora più o meno identica.





 Fu ancora di Giovanni Buitoni l'idea di inserire sotto l'involucro di stagnola i cartigli con pensieri d'amore.






Nel 1923 Annibale Spagnoli si ritirò dall'azienda per imprecisati ''attriti interni'', che si può presumere non fossero estranei alla relazione fra Luisa e Giovanni Buitoni, di 14 anni più giovane. 
Luisa e Giovanni, ambedue nel consiglio d'amministrazione della Perugina, iniziarono a costruire delle strutture sociali destinate a migliorare la vita dei dipendenti, quali, per esempio, asili nido all'interno dello stabilimento.
 Nella foto sottostante vediamo il curioso lavoro della raddrizzatrice di nocciole: non sempre evidentemente le macchine posizionano la nocciola in maniera perfetta.
 Nel frattempo Luisa, alla fine del conflitto mondiale, aveva cominciato ad allevare pollame e conigli d'angora. I conigli non venivano tosati, ma amorevolmente pettinati per ricavarne la lana d'angora da filare. Nacque così l'Angora Spagnoli, in un sobborgo di Perugia: Santa Lucia. Fu un altro successo, anche grazie ai riconoscimenti ricevuti alla Fiera di Milano: vi si producevano capi di moda, soprattutto scialli e boleri. In breve furono 8.000 gli allevatori che cominciarono ad inviare per posta il pelo pettinato dei loro conigli allo stabilimento di Santa Lucia.







Qui sopra la mensa aziendale. Agli operai dello stabilimento venivano regalati a Natale maglie, calze e lana per un valore di 4.000 lire, una fortuna per quei tempi. Lo stabilimento aveva una piscina per i dipendenti. Si costruirono ai dipendenti casette a schiera (tuttora esistenti), si organizzarono nursery per i figli, si promuovevano balli, partite di calcio, gare, feste.


Nel 1934 il figlio di Luisa, Aldo Spagnoli, direttore pubblicitario della Buitoni-Perugina, ebbe un'idea che si rivelò straordinaria. Creò un programma radiofonico, I Quattro Moschettieri, e fu il primo caso di sponsorizzazione italiano: la Buitoni-Perugina ''offriva'' il programma ai radioascoltatori. Si trattava di una 'rivista' radiofonica composta da canzoni, dialoghi e voce narrante, che faceva la parodia al romanzo di Dumas. Alla trasmissione fu abbinato un concorso a premi basato sulla raccolta di figurine disegnate da Angelo Bioletto, contenute nelle confezioni dei prodotti dello sponsor e raffiguranti i personaggi della vicenda dei quattro moschettieri. 


Centocinquanta album completi (da 100 figurine ciascuno) consentivano di vincere una ''Topolino'', e in tutto ne furono vinte circa 200. L'interesse venne accentuato dal fatto che alcune figurine erano introvabili, o rarissime, famosa soprattutto quella del Feroce Saladino. Il concorso doveva essere un fatto circoscritto alla pubblicità, ma divenne un fenomeno nazionale di costume: se ne interessarono i giornali, si girarono dei film, nei negozi Perugina furono aperte delle vere e proprie ''borse'' delle figurine, sulle riviste comparivano le loro quotazioni, in alcuni casi furono addirittura falsificate. Programma e concorso vennero soppressi nel 1937 dal Ministero delle Finanze, a causa dell'effetto imitativo generato e delle proteste delle aziende concorrenti.









Luisa Spagnoli morì molto giovane, a 58 anni, nel 1935, di tumore alla gola. L'ultimo periodo della sua vita lo trascorse a Parigi insieme al compagno Giovanni Buitoni, per ricevervi le cure migliori possibili. Non fece in tempo a vedere la trasformazione dell'Angora Spagnoli da attività artigianale ad azienda industriale, ad opera del figlio Mario.
Mario costruì, nel '47, il nuovo stabilimento della "Città dell'angora", attorno a cui nacque una comunità autosufficiente, in cui la parte assistenziale e ricreativa era fase del ciclo produttivo. Fondò inoltre negli anni '60 il parco giochi della "Città della Domenica", ancor oggi meta di visitatori.
Con il figlio di Mario, Annibale detto Lino, imprenditore e presidente del Perugia Calcio, la produzione si diversificò maggiormente e nacque la rete commerciale dei negozi "Luisa Spagnoli", oggi presente in tutto il mondo, sempre con base a Perugia.




FINE

P. s. Ricordo da bambina, una vecchia zia suora che era stata incaricata dalla Madre Superiora di acquistare una scatola di cioccolatini. Mia nonna l'aveva accompagnata in un caffè, e le aveva consigliato di prendere dei Baci Perugina. Ma la vecchia zia aveva cominciato ad agitare a destra e a sinistra la cornetta (all'epoca si usavano ancora le grandi cornette inamidate) sgomenta e anche un po' offesa: lei giammai avrebbe comprato una scatola dove c'era gente che si baciava!


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sabato 6 dicembre 2014




DOLCISSIMO NATALE (parte prima)

''E' Natale, è Natale,
è la festa dei bambini, 
è un tripudio generale 
di trastulli e zuccherini...''
''E' la festa dei cretini''  commentò calma la Pasionaria...
(da ''Racconto di Natale'' di Giovanni Guareschi in questo post)




E' il momento di pensare ai dolci di Natale: quelli da regalare, quelli da portare quando ci invitano a cena per le feste, quelli da offrire agli ospiti se vengono a prendere la cioccolata da noi. Per fortuna sono tutti dolci che si possono preparare in anticipo; per alcuni, anzi, l'anticipo è doveroso.


PANE DI NOCI E FRUTTI DI BOSCO
(U.S.A.)

N. b.: la ricetta prevede l'uso di cranberry, frutti di bosco americani, che quest'anno ho visto in vendita nei supermarket, secchi, in vaschette sigillate. Consiglio di usarli dopo averli ammorbiditi in acqua tiepida. Altrimenti ripiegate su altri frutti rossi.


Dosi per una teglia 23x13, ben imburrata.
Setacciate insieme 200gr di farina, 8gr di lievito chimico, una presa di sale.
Montate insieme 150gr di zucchero con 60gr di burro, unite alla farina aggiungendo un uovo sbattuto, 100ml di succo d'arancia, la buccia grattata di un'arancia, 180gr di cranberry ben reidratati (o frutti di bosco freschi), una tazza di mele sbucciate a pezzetti, 70gr di noci tritate grossolanamente. Completate con vaniglia e cannella.
Versate il composto nella teglia preparata e mettete in forno già caldo, 180° per circa 50-60 minuti. Controllate la cottura con uno stecchino. 
Dopo cotto, toglietelo dal forno e aspettate 5 minuti prima di sformarlo.







DOLCE DI NOCI E FRUTTA BRASILIANO

Si tratta di un dolce antico, ricchissimo di frutta secca tenuta insieme da poco impasto. 



Le dosi bastano per 3 stampi 20x11, ricoperti di carta da forno.
Lavorate con le fruste 4 uova, aroma di vaniglia, una presa di sale.
Quando il composto è divenuto chiaro, incorporate 150gr di zucchero, 110gr di farina e 10gr di lievito chimico, sempre continuando a montare.
In un grande recipiente mettete 450gr di ciliege candite intere, verdi e rosse, 450gr di gherigli di noce interi, 450gr di noci di pecan intere (in alternativa usate mandorle), 450gr di datteri denocciolati interi, 450gr di nocciole intere. Versateci sopra 60gr di farina e, con le mani, rigirate la frutta in modo che si impolveri uniformemente.
Versateci sopra l'impasto preparato, che sarà scarso rispetto alla frutta. Amalgamate con cura.
Riempite gli stampi preparati pressando bene perchè non rimangano spazi vuoti.
Cuocete in forno già caldo, a 180°, per circa 1h.  A cottura ultimata sfornate, attendete 5 minuti poi staccate la carta forno e lasciate freddare.

 
Ben involto, si conserva per un paio di settimane.
Servitelo a fette molto sottili, in maniera che si veda la frutta intera.




















PANE AI DATTERI

Ho già parlato di questo dolce squisito, e - qui - troverete la ricetta. Inutile postarla di nuovo. Ovviamente nel contesto natalizio, per il quale il dolce nasce, lo presenterete in maniera diversa. Si conserva per diverse settimane.



















DATTERI AL MASCARPONE

Facili e velocissimi, ma a differenza degli altri dolci presentati, non si conservano. Bisogna prepararli di volta in volta e sono perfetti per accompagnare una cioccolata ben speziata come quella che trovate descritta - qui. -


 Snocciolate dei datteri, farciteli con un cucchiaino di mascarpone, poggiate sopra un mezzo gheriglio di noce, rotolateli nello zucchero semolato e metteteli nei pirottini. Sono perfetti così: resistete alla tentazione di aggiungere zucchero o liquore al mascarpone. 
Unica variante ammessa: farcirli con mascarpone al caffè: mescolate al mascarpone poco caffè liofilizzato ben polverizzato e (solo in questo caso) poco zucchero.




FINE DELLA PRIMA PARTE
Trovate - qui - la seconda parte 

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