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mercoledì 27 aprile 2016





I FAMOSI MACARONS



(foto dal web)



Divenuti di gran moda soprattutto negli ultimi anni, questi antichi dolcetti tradizionali francesi sono considerati oggi il massimo dello chic, probabilmente anche per l'alto prezzo con il quale vengono commercializzati: a Parigi, nelle pasticcerie più famose, potete trovarli anche a 2 o 2,5 euro l'uno (con un diametro medio di 4 cm.), un prezzo francamente esoso. 

 
Amaretti secchi

L'origine dei macarons è italiana, come si può dedurre dal nome. La ricetta fu portata in Francia dai cuochi di Caterina de' Medici quand'ella vi arrivò per sposare il re Enrico II. Era il 1533 e l'aspetto di questi dolci doveva essere assai diverso. Probabilmente somigliavano ai nostri amaretti secchi.






Ladurée


 I macarons odierni sono stati creati invece dalla famosa pasticceria parigina di Ladurée nel secolo scorso. Non si tratta più semplicemente di dolcetti di albume e mandorle, ma di raffinati bonbon accoppiati e farciti, in una moltitudine di gusti e colori diversi.







Farli in casa è possibilissimo, basta avere un po' di pazienza e precisione. Io che manco dell'una e dell'altra cosa, li ho fatti bruttarelli (ma piuttosto buoni). Se farete con calma vi riusciranno molto più belli dei miei.







La ricetta:  
PREPARAZIONE: mescolate insieme 600gr di farina di mandorle, 600gr di zucchero e 240gr di albume (circa 7 o 8 albumi). Impastate bene. Tanto più la farina di mandorle sarà fine tanto più lisci vi riusciranno i macarons; quindi vi sconsiglio di macinare le mandorle in casa come ho fatto io. Meglio spendere appena di più e acquistare la farina di mandorle già pronta, questo vi garantirà dei macarons senza irregolarità.
Montate 210gr di albumi a neve ferma. Nel frattempo fate scaldare 1,5dl d'acqua con 600gr di zucchero. Misurate la temperatura con un termometro da cucina, e quando lo sciroppo avrà raggiunto i 121° C versatelo a filo sugli albumi a neve, continuando a montare. Avrete ottenuto così la ''meringa all'italiana''.
Incorporate poco per volta la massa di mandorle alla meringa: inevitabilmente il composto si smonterà un po', ma non preoccupatevi: la consistenza finale deve essere un po' colante come quella dell'impasto di una torta prima della cottura. Sollevando la spatola con cui mescolate, l'impasto dovrà scendere lentamente formando un nastro.
Questo è il momento di dividere l'impasto in varie ciotole aggiungendo a ciascuna aromi e/o colori diversi.
Qualche esempio: un po' di cacao in polvere setacciato per fare i classici macarons al cioccolato, del caffè liofilizzato ridotto in polvere fina per i macarons gusto moka, buccia grattata d'arancio o di limone per dei macarons agli agrumi (per riconoscere quelli al limone sarà meglio colorarli di giallo), liquirizia pura ridotta in polvere, caramelle alla menta polverizzate e colorante verde, vaniglina, ecc. ecc. Evitate le aggiunte di liquidi, quali per esempio gli sciroppi alla frutta, per non modificare la consistenza del composto. 



L'ideale è che disponiate di sac à poche usa e getta, in modo da averne uno per ogni gusto. Sistemate un foglio di carta-forno sulla placca. Praticate un foro nel sac à poche che non superi gli 8mm di diametro. Spremete leggermente e con l'impasto formate dei dischetti di circa 2cm e 1/2 di diametro distanziati circa 5cm l'uno dall'altro. In seguito si allargheranno da soli formando dei macaron che, cotti, saranno di 4cm abbondanti. 
Completato lo spazio sul foglio dovrete attendere che la superficie dei macarons si asciughi (toccandola col dito non deve più essere appiccicosa): ci vorranno dai 20 minuti ad una giornata, dipende dal clima. Se li infornerete senza averli fatti asciugare a sufficienza, la superficie si screpolerà e romperà cuocendo (come è successo a me, superfluo dirvelo). 
E qui cominciano le dolenti note: vi renderete conto che avete appena intaccato l'impasto e avete riempito una sola placca, che prima di cuocere ogni placca dovete attendere un sacco di tempo per farli asciugare, e che si prospettano almeno una dozzina di infornate. La cottura in sè essendo veloce (ve la caverete in poco più di un quarto d'ora), quello che vi frega è possedere una sola placca, e non poter preparare altri macaron nel frattempo che asciugano e cuociono i precedenti.
Come fare? Potete ridurre drasticamente le quantità degli ingredienti, e prepararne una sola placca, ma a quel punto tanto vale farli tutti dello stesso gusto. Oppure procurarvi dei supporti rigidi, come ad esempio dei cartoni robusti delle dimensioni della placca (che potrete riutilizzare molte volte), stenderci sopra i fogli di carta-forno, e sprizzarvi sopra tutti i macarons. Man mano che i macarons asciugano, aiutandovi col cartone rigido, farete scivolare il foglio di carta-forno sulla placca, sfilando via da sotto il cartone; l'impresa sarà più facile se utilizzerete la placca capovolta, poggiando il foglio sul retro di essa: eviterete così il dislivello dei bordi. E che Dio ve la mandi buona. 
Ponete a cuocere così uno alla volta i fogli di carta con i macaron.




 COTTURA: come vi dicevo più su, la cottura è veloce: 1minuto e 1/2 a 280° C, poi 10-15 minuti a 170° (ma si sa che ogni forno è differente). Potete usare un normale forno statico, ma lasciate aperto lo sportello, una piccola fessura da dove possa fuoriuscire l'umidità.
I macarons dopo cotti, dovrebbero staccarsi con facilità, quando si saranno un po' raffreddati.
 





 La buona notizia è che dopo cotti, e prima della farcitura, possono conservarsi diverse settimane, a patto che siano chiusi ermeticamente in scatole di metallo o sacchetti di plastica sigillati.









FARCITURA: i macarons, intesi come gusci vuoti, sono abbastanza insignificanti. Ciò che li renderà davvero buoni sarà accoppiarli a due a due con un buon ripieno in mezzo. Si può usare quello che si vuole: confettura, crema pasticcera, crema al burro... Ma il ripieno migliore secondo me è la ganache. 
Per fare una ganache si usano 3 parti di cioccolato (scuro, al latte o bianco) e 2 parti di panna da cucina. Ponete a fuoco bassissimo la panna e il cioccolato spezzettato. Fate sciogliere il cioccolato mescolando sempre. Poi lasciate freddare a temperatura ambiente. Dopodichè poggiate il tegame sul ghiaccio e montate il composto con le fruste elettriche. Fermatevi quando vi sembra ben montato. Se andrete oltre otterrete una crema al burro, con una texture meno bella a vedersi (non sarà comunque grave).
Se avrete usato del cioccolato amaro o al latte potrete utilizzare la ganache per accoppiare e farcire i macarons al cacao, o anche quelli alla menta o all'arancio. Con la ganache di cioccolato bianco potrete sbizzarrirvi di più aggiungendo a piacere vari ingredienti e aromi. 


Qui sopra il frutto delle mie fatiche: in alto a sn alla menta e cioccolato amaro, a dx caffè con ganache moka, più sotto ai frutti di bosco colorati in rosa, , a fianco colorati di lilla con ganache alla violetta, poi un po' mescolati ve ne sono al limone, alla rosa con ganache al limone ecc.





Ho trovato molto comodo aromatizzare l'impasto di meringa e le diverse ganache con caramelle polverizzate. Queste che vedete a fianco, famosissime, hanno aromi molto accentuati e si prestano assai bene. Mi son servite per le ganache agli agrumi, per quella , raffinatissima, alla violetta, per quella alla rosa ecc.







 
In questa alzatina:macarons al cioccolato e al caffè


  A conclusione di questa lunga spiegazione vi do una buona notizia: i macarons farciti si prestano ad essere congelati. Potete sistemarli in vassoietti di polistirolo (quelli delle confezioni del supermercato) e chiuderli nelle bustine da freezer. Quando vorrete fare un regalo ad un amico goloso o avrete ospiti a cena potrete tirarli fuori, facendo attenzione a non aprire la bustina prima del completo scongelamento, altrimenti la condensa si depositerà sui macarons rovinandoli. 
Data la preparazione  lunga ed elaborata, data la fama di dolcetti raffinati, dato il prezzo mediamente elevato al quale si trovano in vendita, quando li offrirete potrete tirarvela un po'. Ma mi raccomando, non presentateli mai su un piatto di carta dorato o simili: valorizzateli mettendoli in scatole come si deve, magari col coperchio trasparente e ben infiocchettati, perchè i macarons se lo meritano! 













FINE





domenica 4 ottobre 2015





TORTA AD ALVEARE



Questa l'ho inventata io, e ne vado abbastanza fiera. Tenete presente che non è un dolce adatto per essere servito a fine cena; meglio col tè o col caffè a colazione o a mezza sera.
La preparazione può sembrarvi lunga, ma è un dolce che si può preparare ''a puntate'', nel senso che sia la pasta che il ripieno durano alcuni giorni in frigo, e si possono preparare in giornate diverse.

Per la pasta frolla:
400gr di farina
200gr burro
200gr zucchero
2 uova
150gr farina di mandorle
sale
Impastate velocemente gli ingredienti senza lavorarli, involgete la pasta e mettetela in frigo mentre preparate il ripieno. (Può restare involta nel frigo un paio di giorni)

Per il ripieno:
180gr miele d'agrumi
350gr farina di mandorle 
buccia grattugiata di 3 arance
Scaldate il miele a fuoco basso, unite la farina di mandorle e fate ben amalgamare tenendo 2 minuti sul fuoco. Spegnete e unite la buccia d'arancia. Lasciate freddare. (Potete lasciare questa pasta di mandorle in frigo ben coperta per diversi giorni, ma in questo caso per utilizzarla dovrete intiepidirla nuovamente) 

Imburrate e infarinate una tortiera col cerchio apribile (in genere la misura standard è di 22cm).
Foderatela con la pasta frolla formando un bordo di 1cm 1/2. Rimettete in frigo e fate raffreddare per 1h o più (in questo modo la pasta non si restringerà o deformerà cuocendo).
Fate cuocere  la crosta di pasta ''a vuoto'', in forno già caldo a 180°  finchè è appena imbiondita.

Quando sarà cotta e raffreddata (attenzione: non togliete il cerchio apribile!) potrete farcirla (ma anche questa crosta potete conservarla ben sigillata per qualche giorno). Stendete bene la pasta di mandorle dentro la crosta di pasta, facendo molta attenzione a non romperla, aiutandovi con le mani inumidite. Fate indurire in frigo.

Per la copertura:
succo di 3 arance
2 bicchierini di Cointreau
gelatina in fogli q.b.
zucchero a piacere
 Filtrate accuratamente il succo delle arance attraverso un telo, senza mescolare nè spremere: lasciatelo scendere lentamente per ottenere un liquido limpido. Mescolate il succo con il liquore, zuccherate a piacere e misurate il liquido ottenuto.
Seguendo le istruzioni riportate sulla scatola sciogliete la quantità di gelatina adeguata e unitela al succo d'arancia, abbondando con la dose, per ottenere una gelatina piuttosto sostenuta.

Per completare:
succo di 1 arancio
Mentre la gelatina raffredda togliete la crostata dal frigo. 
Prendete un foglio di plastica a bolle, di quelli da imballo. Inumiditelo abbondantemente dalla parte delle bolle col succo d'arancio e bagnate anche la superficie della torta. (Mettete da parte il succo avanzato).
Stendete la plastica sulla torta e premete bene con le mani su tutta la superficie, in modo uniforme, in maniera da formare le cellette dell'alveare.
Sollevate e asportate la plastica.
Versate sull'alveare la gelatina ancora liquida, riempiendo bene tutte le cellette. Fate rassodare in frigo.

Le api (si possono preparare con settimane d'anticipo):
Qui potete lavorare di fantasia e far le api come preferite. Potete usare il cioccolato plastico, la pasta di zucchero, il marzapane (trovate le ricette sul web). Io le ho fatte così:
Per fare il corpo ho tagliato delle striscioline di buccia d'arancia candita (1cm e mezzo x 4mm) e le ho immerse nel cioccolato fondente fuso a bagnomaria. Poi le ho messe ad indurire sulla carta-forno. Con delle goccine di cioccolato ho fatto le teste. Per le righe sul corpo ho fatto una cucchiaiata di glassa con zucchero a velo inumidito con poco succo d'arancio (quello avanzato e messo da parte) e l'ho fatta scendere da un piccolo cono di carta con un forellino in cima. Ho posizionato le api sulla crostata e ho aggiunto le ali fatte con fettine di mandorle.
Solo prima di servire potete togliere il cerchio apribile.


Non fatevi scoraggiare dalla lunga spiegazione: sono tutte operazioni semplicissime!

 FINE

sabato 6 dicembre 2014




DOLCISSIMO NATALE (parte prima)

''E' Natale, è Natale,
è la festa dei bambini, 
è un tripudio generale 
di trastulli e zuccherini...''
''E' la festa dei cretini''  commentò calma la Pasionaria...
(da ''Racconto di Natale'' di Giovanni Guareschi in questo post)




E' il momento di pensare ai dolci di Natale: quelli da regalare, quelli da portare quando ci invitano a cena per le feste, quelli da offrire agli ospiti se vengono a prendere la cioccolata da noi. Per fortuna sono tutti dolci che si possono preparare in anticipo; per alcuni, anzi, l'anticipo è doveroso.


PANE DI NOCI E FRUTTI DI BOSCO
(U.S.A.)

N. b.: la ricetta prevede l'uso di cranberry, frutti di bosco americani, che quest'anno ho visto in vendita nei supermarket, secchi, in vaschette sigillate. Consiglio di usarli dopo averli ammorbiditi in acqua tiepida. Altrimenti ripiegate su altri frutti rossi.


Dosi per una teglia 23x13, ben imburrata.
Setacciate insieme 200gr di farina, 8gr di lievito chimico, una presa di sale.
Montate insieme 150gr di zucchero con 60gr di burro, unite alla farina aggiungendo un uovo sbattuto, 100ml di succo d'arancia, la buccia grattata di un'arancia, 180gr di cranberry ben reidratati (o frutti di bosco freschi), una tazza di mele sbucciate a pezzetti, 70gr di noci tritate grossolanamente. Completate con vaniglia e cannella.
Versate il composto nella teglia preparata e mettete in forno già caldo, 180° per circa 50-60 minuti. Controllate la cottura con uno stecchino. 
Dopo cotto, toglietelo dal forno e aspettate 5 minuti prima di sformarlo.







DOLCE DI NOCI E FRUTTA BRASILIANO

Si tratta di un dolce antico, ricchissimo di frutta secca tenuta insieme da poco impasto. 



Le dosi bastano per 3 stampi 20x11, ricoperti di carta da forno.
Lavorate con le fruste 4 uova, aroma di vaniglia, una presa di sale.
Quando il composto è divenuto chiaro, incorporate 150gr di zucchero, 110gr di farina e 10gr di lievito chimico, sempre continuando a montare.
In un grande recipiente mettete 450gr di ciliege candite intere, verdi e rosse, 450gr di gherigli di noce interi, 450gr di noci di pecan intere (in alternativa usate mandorle), 450gr di datteri denocciolati interi, 450gr di nocciole intere. Versateci sopra 60gr di farina e, con le mani, rigirate la frutta in modo che si impolveri uniformemente.
Versateci sopra l'impasto preparato, che sarà scarso rispetto alla frutta. Amalgamate con cura.
Riempite gli stampi preparati pressando bene perchè non rimangano spazi vuoti.
Cuocete in forno già caldo, a 180°, per circa 1h.  A cottura ultimata sfornate, attendete 5 minuti poi staccate la carta forno e lasciate freddare.

 
Ben involto, si conserva per un paio di settimane.
Servitelo a fette molto sottili, in maniera che si veda la frutta intera.




















PANE AI DATTERI

Ho già parlato di questo dolce squisito, e - qui - troverete la ricetta. Inutile postarla di nuovo. Ovviamente nel contesto natalizio, per il quale il dolce nasce, lo presenterete in maniera diversa. Si conserva per diverse settimane.



















DATTERI AL MASCARPONE

Facili e velocissimi, ma a differenza degli altri dolci presentati, non si conservano. Bisogna prepararli di volta in volta e sono perfetti per accompagnare una cioccolata ben speziata come quella che trovate descritta - qui. -


 Snocciolate dei datteri, farciteli con un cucchiaino di mascarpone, poggiate sopra un mezzo gheriglio di noce, rotolateli nello zucchero semolato e metteteli nei pirottini. Sono perfetti così: resistete alla tentazione di aggiungere zucchero o liquore al mascarpone. 
Unica variante ammessa: farcirli con mascarpone al caffè: mescolate al mascarpone poco caffè liofilizzato ben polverizzato e (solo in questo caso) poco zucchero.




FINE DELLA PRIMA PARTE
Trovate - qui - la seconda parte 

E qui troverete altre ricette di Natale:
I dolci dei Re Magi 
Pampepato
Regali gastronomici 
 Torta Sacher