Visualizzazione post con etichetta pionieri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pionieri. Mostra tutti i post

sabato 16 gennaio 2016





GREENSLEEVES 
(DECLINAZIONI DI UNA MELODIA ELISABETTIANA)


                                            My Lady Greensleeves di Dante Gabriel Rossetti, 1864

Greensleeves è una famosissima melodia folk inglese.
La leggenda narra che a comporre il brano sia stato Enrico VIII d'Inghilterra (1491-1547) per la sua futura consorte Anna Bolena. Pare infatti che quest'ultima avesse una malformazione ad una mano e ciò la costringesse a coprirla con delle lunghe maniche (e da qui deriverebbe il titolo Greensleeves, "maniche verdi"; ma potrebbe anche essere una modifica di un precedente Greenleaves, cioè "foglie verdi").

In realtà, è più probabile che l'anonimo autore abbia scritto questa canzone verso la fine del XVI secolo, successivamente quindi alla morte di Enrico stesso.
Molti testi furono scritti ed elaborati nel tempo per questa canzone, quello riportato è forse la versione più famosa.


Veronica Veronesi 1872, Dante Gabriel Rossetti
  Alas, my love, you do me wrong
To cast me off discourteously
And I have loved you oh so long
Delighting in your company

Greensleeves was all my joy
Greensleeves was my delight
Greensleeves was my heart of gold
And who but my lady Greensleeves

If you intend to be this way
It does the more enrapture me
And even so I still remain
A lover in captivity

Greensleeves was all my joy
Greensleeves was my delight
Greensleeves was my heart of gold
And who but my lady Greensleeves

Greensleeves, now farewell, adieu
God, I pray he will prosper thee
For I am still thy lover true
Come once again and love me

Greensleeves was all my joy
Greensleeves was my delight
Greensleeves was my heart of gold
And who but my lady Greensleeves





Trovate a questo link una bella versione del gruppo vocale  King's Singers:













Questa melodia ha attratto negli anni molti artisti: una versione classica molto apprezzata dalla critica è stata quella di Olivia Newton-Jones: https://youtu.be/1g64hauOT6U











e naturalmente quella davvero suggestiva di Loreena McKennitt: https://www.youtube.com/watch?v=R5sSrYzzIKw













Negli anni è stata rielaborata molte volte e usata spesso come base per la creazione di nuove canzoni.  La più famosa fra le rielaborazioni è forse quella del canto natalizio What Child Is This? il cui testo è stato scritto nel 1865 dal poeta ed autore di inni inglese William Chatterton Dix (1837 - 1898). Queste sono le parole:

What Child is this who, laid to rest On Mary's lap, is sleeping? Whom angels greet with anthems sweet While shepherds watch are keeping? This, this is Christ the King, Whom shepherds guard and angels sing; Haste, haste, to bring Him laud, The Babe, the Son of Mary!
Why lies He in such mean estate Where ox and ass are feeding? Good Christian, fear, for sinners here The silent Word is pleading. Nails, spear shall pierce him through, The Cross be borne for me, for you; Hail, hail the Word made flesh, The Babe, the Son of Mary!
So bring Him incense, gold and myrrh; Come peasant, king to own Him. The King of kings salvation brings; Let loving hearts enthrone Him. Raise, raise, the song on high, The virgin sings her lullaby; Joy, joy, for Christ is born, The Babe, the Son of Mary!



Questa versione natalizia l'hanno cantata un po' tutti, da Joan Baez ad Andrea Bocelli, da Donna Summer a... Claudio Baglioni. Qui potete sentire la versione del mio amatissimo Harry Belafonte: 



https://youtu.be/hKKZlUzULP0












Il tema musicale è stato usato nel 1962 nel film La Conquista del West (How the West Was Won), col titolo Home in the Meadow, con un testo scritto da Sammy Cahn e cantato dall'attrice Debbie Reynolds. 



Qui trovate la scena del film (alle signore che mi leggono farà piacere sapere che c'è anche un bellissimo Gregory Peck in piena maturità, voce originale): https://youtu.be/4AzRhoZh-Jk


In tono col film, l'antica ballata inglese è stata così trasformata in una tipica canzone da pionieri:


Away, Away Come away with me 
Where the grass grows wild, where the winds blow free
Away, Away Come away with me
And I'll build you a home in the meadow
Come, Come There's a wondrous land
For the hopeful heart, for the willing hand
Come, Come There's a wondrous land
Where I'll build you a home in the meadow
The stars, the stars Oh how bright they'll shine
On a world that the Lord must have helped design
The stars, the stars Oh how bright they'll shine
On that home we will build in the meadow
Come, Come There's a wondrous land
For the hopeful heart, for the willing hand
Come. Come There's a wondrous land Where
I'll build you a home in the meadow

 

Bobby Solo nel '66, la inserì nel suo 33giri di canzoni ''cowboy'' (col titolo La nostra Terra), come se si trattasse di una canzone tradizionale western, con un risultato curioso: testo italiano, ambientazione ''far west'' e melodia elisabettiana. Bella voce, comunque.











Infine un'ultima trasformazione della ballata, questa volta davvero totale: Jacques Brel, cantautore/poeta francese, utilizzò il tema musicale per la sua canzone Amsterdam, uno fra i suoi maggiori successi. Una descrizione degli energici marinai olandesi quando sbarcano al porto, e dei loro eccessi di vitalità: cantano, mangiano, bevono sino ad ubriacarsi, vanno a puttane, smoccolano verso le stelle, ruttano e pisciano in un crescendo mitico, dove la dolce ballata inglese diventa irriconoscibile.

https://www.youtube.com/watch?v=ZkZ_ihsn404

Jacques Tafforeau: Dans le port d'Amsterdam
 Dans le port d'Amsterdam
Y a des marins qui chantent
Les reves qui les hantent
Au large d'Amsterdam
Dans le port d'Amsterdam
Y a des marins qui dorment
Comme des oriflammes
Le long des berges mornes
Dans le port d'Amsterdam
Y a des marins qui meurent
Pleins de bire et de drames
Aux premires lueurs
Mais dans le port d'Amsterdam
Y a des marins qui naissent
Dans la chaleur épaisse
Des langueurs ocanes
Dans le port d'Amsterdam
 
Y a des marins qui mangent
Sur des nappes trop blanches
Des poissons ruisselants
Ils vous montrent des dents
A croquer la fortune
A dcroisser la lune
A bouffer des haubans
Et a sent la morue
Jusque dans le coeur des frites
Que leurs grosses mains invitent
A revenir en plus
Puis se lvent en riant
Dans un bruit de tempte
Referment leur braguette
Et sortent en rotant
Dans le port d'Amsterdam
Y a des marins qui dansent
En se frottant la panse
Sur la panse des femmes
Et ils tournent et ils dansent
Comme des soleils crachs
Dans le son dchir
D`un accordon rance
Ils se tordent le cou
Pour mieux s`entendre rire
Jusqu' ce que tout coup
L'accordon expire
Alors le geste grave
Alors le regard fier
Ils ramnent leur batave
Jusqu'en pleine lumire
Dans le port d'Amsterdam
Y a des marins qui boivent
Et qui boivent et reboivent
Et qui reboivent encore
Ils boivent la sant
Des putains d'Amsterdam
De Hambourg ou d'ailleurs
Enfin ils boivent aux dames
Qui leur donnent leur joli corps
Qui leur donnent leur vertu
Pour une pice en or
Et quand ils ont bien bu
Se plantent le nez au ciel
Se mouchent dans les toiles
Et ils pissent comme je pleure
Sur les femmes infidles
Dans le port d'Amsterdam
Dans le port d'Amsterdam

 
Lucien-Philippe Moretti: Dans le port d'Amsterdam y a des marins qui chantent, litografia





FINE





Qui trovate la storia di altre canzoni:



domenica 19 ottobre 2014




I PIONIERI
(L'EPOPEA DEL WEST)



Nel 1835 (dunque prima della Guerra Civile) iniziò la migrazione dei coloni verso le terre dell'ovest. L'intenzione era superare il fiume Missouri e andare ad abitare, allevare e coltivare le terre da lì al Pacifico (che dal Missouri dista circa 3200km). Il viaggio era difficile e finora l'avevano compiuto solo esploratori e cacciatori di pellicce. Ma ora si trattava di famiglie intere che tentavano la fortuna, cercando terra a poco prezzo e, qualche anno dopo, attratti dall'oro.
Si iniziò come un rigagnolo, e si trasformò in una vera alluvione: nel 1843 un migliaio di pionieri raggiunse l'Oregon viaggiando lungo le piste. Entro il 1860 erano 53.000. Verso la California arrivarono invece in 200.000.


 


Il viaggio iniziava sul traghetto che attraversava il Missouri, partendo da Independence, St Joseph o Council Bluffs. Poi si svolgeva sui carri trainati da muli o buoi, o a piedi a fianco ai carri, perchè questi erano scomodissimi. Non si trattava dei famosi Conestoga  prodotti in Pennsylvania. Proprio sui Conestoga si era svolta la prima migrazione, quella che aveva trasportato oltre le Montagne Rocciose. Questa era una versione semplificata e alleggerita, robusta ma veloce, e infinitamente più scomoda.




 
 Dentro doveva starci tutto: mobili di pregio e oggetti come argenteria e porcellane, che non si era voluto abbandonare nel Midwest, attrezzi agricoli, pentole, abbigliamento, libri, giocattoli, provviste alimentari, tutto, assolutamente tutto, poiche si andava dove non c'era niente. Mancavano gli ammortizzatori, viaggiarci dentro era quasi impossibile. Unica comodità era il telo di copertura montato su archi di legno ripiegabili.




Si partiva all'inizio della primavera e il viaggio durava quattro o cinque mesi. Si partiva in convoglio, ben organizzati: veniva eletto un capo convoglio e si stilava anche un regolamento per il quieto vivere.




Si attraversavano gli altipiani del Kansas, poi dopo 40 giorni e 800km si attraversava il fiume Platte arrivando a Fort Laramie, centro importante per il commercio di pellicce. 


 

A Fort Laramie i pionieri vedevano per la prima volta i temuti indiani, della cui ferocia avevano sentito parlare. In realtà, il numero dei pionieri morti di malattia (colera nelle pianure e febbre purpurea sulle montagne) superò di gran lunga quello dei pionieri uccisi dai pellirosse. Alcuni pionieri finirono per essere attaccati, ma ciò avvenne quando i pellirosse si risentirono per l'arroganza dei bianchi, per le malattie che diffondevano e per il massacro dei bisonti. Dei circa 10.000 pionieri che perirono durante le traversate, furono circa 400 quelli vittime degli indiani.





Dopo il 1850 le condizioni della traversata migliorarono con l'organizzazione di piccole imprese sparse lungo la pista, in grado di offrire vitto, alloggio, riparazioni ecc.

Una famiglia che, avendo superato le traversie del viaggio è riuscita a sistemarsi nei nuovi territori.

Qui a fianco l'abbigliamento femminile tipico di una pioniera, col caratteristico sunbonnet, la cuffia di calicò sostenuta da fil di ferro.



Sotto una trapunta tipica fatta con ritagli di stoffa, che le donne di frontiera cucivano con grande abilità.




















 



Ti potrà interessare anche: La corsa all'oro     Cow boy