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mercoledì 24 febbraio 2016





TORTA BILBOLBUL



Un po' di storia.
Si tratta di una torta al cioccolato creata negli anni '20 dalla grande Ada Boni, pubblicata prima nella rivista ''Preziosa'' che ella dirigeva, e poi pubblicata nel ricettario ''Il Talismano della felicità'', una vera Bibbia della gastronomia, nel 1929.
Il nome della torta è ripreso da quello di un protofumetto del Corriere dei Piccoli: un bimbo africano nato dalla penna di Attilio Mussino nel 1908, l'epoca coloniale in cui un nero si chiamava ''negro'' e il suo nome poteva suonare Bingo-Bango-Bongo o, appunto, Bilbolbul, senza che ci si ponesse problemi di correttezza politica. 




E mentre l'Italia si godeva il suo ''posto al sole'', il piccolo africano diventava molto popolare, col suo viso caratterizzato da tratti razziali caricati all'eccesso e le sue avventure surreali in una colonia italiana, la Tripolitania,  brulla, con villaggi di capanne di paglia e palmizi.















 

Le sue vicende erano basate su modi di dire figurati, che su di lui si trasformavano in fatti reali, cosicchè per la felicità letteralmente toccava il cielo con un dito, oppure per la paura correva con le ali ai piedi, per la vergogna si colorava di rosso, e così via.

 



  
 
Essendo questa torta caratterizzata dal cacao, giustamente prese il nome del piccolo eroe.
















 La ricetta.
Apparentemente si tratta di un dolce piuttosto povero: niente uova nè burro (in compenso, uno sproposito di zucchero); ma non fatevi ingannare, perchè ha una texture morbida, soffice e umida, profumatissima e squisita. Nonostante la semplicità dell'esecuzione, si presta ad essere servita non solo come ciambellone per la merenda, ma anche (opportunamente travestita) come dolce elegante.
Setacciate in una terrina 200gr di farina, 100gr di cacao amaro, 250gr di zucchero, 2gr di cannella in polvere, 1 bustina di lievito vanigliato. Unite la buccia grattata di un arancio e 250cc di latte. Mescolate bene e versate l'impasto in una teglia imburrata e spolverata di pangrattato fine.
Passate la teglia in forno già scaldato e cuocetela a 180° per circa mezz'ora. Attenzione che non cuocia troppo: non deve asciugare ma rimanere morbida. Sformatela ancora calda su una gratella.



 
Le varianti.
Approfittando dell'assenza di uova e burro, una volta ho usato questa torta per partecipare ad una gara di dolci vegani. E' stato sufficiente sostituire il latte con un frullato di banane diluito con succo di arancio. Il risultato è stato eccellente, a mio avviso (benchè non abbia vinto la gara). La decorazione era costituita da un ''grappolo d'uva'' formato da rondelle di banane e i ''pampini'' disegnati con granella di pistacchi. Un velo di gelatina con un po' di succo di limone velava le fettine di banana.

Per via del cacao e delle banane ho chiamato questa torta ''Josephine Baker''


Un'altra variante, piuttosto ricca, l'ho fatta di recente. Ho preparato una normale crema pasticcera a cui ho aggiunto, mentre era ancora calda, una bella tavoletta di cioccolato bianco, che ho lasciato sciogliere bene e raffreddare. 
Ho aperto un barattolo di ciliege sotto spirito, ho scolato le ciliege tenendo da parte il liquore, e le ho snocciolate. 
Ho tagliato a metà la torta, ho inumidito le due metà col liquore, ho spalmato la crema e sopra ci ho messo le ciliege. Ho ricomposto le due metà.
Ho sciolto in un tegamino della confettura di ciliege e l'ho spennellata su tutta la superficie del dolce.
Ho preparato del marzapane. Si fa in un attimo, ma potete comprarlo anche già pronto. Se decidete di farlo da voi, si tratta semplicemente di mescolare uguale quantità di farina di mandorle e zucchero a velo, poi inumidire con piccole quantità di albume d'uovo fino a ottenere un impasto maneggiabile che si possa stendere col matterello. Aggiungete l'albume poco per volta. Lavorate l'impasto aiutandovi con altro zucchero a velo se tende ad essere appiccicoso. 
Dopo aver spolverato di zucchero a velo il piano di lavoro, ho steso col matterello il marzapane formando un disco che potesse ricoprire tutta la torta. L'ho fatto aderire bene su tutta la superficie.
Con i ritagli di marzapane io ho fatto una decorazione, un tralcio di ciliege con le foglie tinte con colori da pasticceria e mezze ciliege candite. Ma potete rifinire come vi pare: il dolce sarà comunque squisito!

''Cerasella''


FINE


sabato 30 maggio 2015




MAIALE ALLE CILIEGE


La stagione delle ciliege è tanto breve che conviene approfittarne quanto più è possibile, tasche permettendo. Benchè squisite se mangiate così come sono, si prestano a tantissime preparazioni.  Io stavolta le ho usate per cucinare un secondo di carne piuttosto originale, usandole senza risparmio, giacchè erano un gentile omaggio, ottimo e molto abbondante, arrivato direttamente da Burcei.
Prendete un pezzo di polpa di maiale (io ho scelto dell'arista), lardellatelo con listarelle di prosciutto grasso, e legatelo perchè tenga la forma.
Mettetelo in una teglia con olio, aglio e rosmarino. Passatelo in forno caldo a 200° e fatelo cuocere. Verso la fine salate e versate nella teglia mezzo bicchiere di Porto, per sciogliere le incrostazioni di sugo.
A fine cottura togliete la carne dal forno e lasciatela raffreddare, così vi sarà molto più facile tagliarla in fette regolari. Tutto questo potete farlo con calma il giorno prima.



Trasferite il fondo di cottura in un tegame largo.
Staccate il picciolo alle ciliege e fatele cuocere brevemente nel sugo di cottura al quale avrete aggiunto una grossa noce di burro, due spruzzi d'aceto e altro Porto. Fate attenzione che le ciliege non stracuociano perdendo la loro forma. (Questa è la ragione per cui non vanno snocciolate, e di questo dovrete avvisare gli ospiti. Se però fra di loro vi sono persone che non conoscete bene, non fidatevi e provvedete a snocciolarle: potrebbero dire che per colpa vostra si sono rotti un dente o la protesi, e potrebbero rifarsi la bocca a vostre spese...).






Scolate le ciliege e tenetele da parte. Affettate la carne e ripassate le fette nel sugo di cottura delle ciliege in modo che si scaldi bene tutto mentre il sugo si addensa un po'. Aggiungete, se vi piace, un po' di glassa di aceto balsamico.







 
 Ed ecco pronto un piatto squisito ed elegante.


FINE


 

sabato 13 dicembre 2014




LA TORTA DELLA FORESTA NERA

Dopo la torta al cioccolato Sacher, un caro amico mi ha chiesto un post sulla Torta della Foresta Nera, anch'essa al cioccolato, ma molto più ricca e golosa della precedente. 
Il nome originale, Schwarzwälder Kirschtorte, significa ''Torta alle ciliege della Foresta Nera'', essendo questa regione della Germania molto ricca appunto di alberi di ciliegio.



Riporto da Wikipedia: ''Una delle versioni più popolari della storia dell'origine della torta Foresta Nera vuole che essa sia stata inventata nel 1915 dal titolare del café Agner di Bad Godesberg, Josef Keller. La prima apparizione della ricetta della Foresta Nera in un testo di cucina risale agli anni '30 del '900 e la sua popolarità al secondo dopoguerra.''
La torta è costituita da tre strati di pan di Spagna al cioccolato farciti di ciliege sciroppate e panna montata. 

Per la pasta:
6 uova, 150gr di zucchero, 100gr di farina, 30gr di fecola, 40gr di cacao, 50gr di farina di mandorle, 50gr di burro fuso.
Con una frusta sbattete i tuorli con un terzo dello zucchero. 
Montate a neve gli albumi, unite il resto dello zucchero continuando a montare, poi uniteli con delicatezza ai tuorli.
Incorporate nel composto la farina, la fecola, il cacao setacciati insieme.
Aggiungete la farina di mandorle e infine il burro.
Versate il composto in una teglia a cerniera foderata di carta forno (solo sul fondo).
Cuocete in forno già caldo, 190° per 35-40 min.
Quando il dolce sarà cotto e raffreddato, tagliatelo in 3 dischi.



Per la farcitura:
1 vaso di amarene sciroppate, 700cc di panna da montare, 2 cucchiai di zucchero, vaniglina, 1 bicchierino di kirsch, 1 cucchiaino raso di amido di mais.
Montate la panna con lo zucchero e la vaniglina. 
Unitevi, facendolo piovere da un colino, l'amido di mais (che ha la funzione di mantenere montata la panna).
Mescolate il kirsch con poco sciroppo di amarene, e usatelo per bagnare il disco inferiore.
Spalmate il disco di panna montata.
Sulla panna distribuite una parte delle amarene sgocciolate.
Poggiatevi sopra il secondo disco, bagnatelo di kirsch, e proseguite con uno strato di panna e di amarene. Tenete da parte dodici amarene per la decorazione.
Coprite col terzo disco, comprimete leggermente.
Coprite la superficie e i lati con la panna allisciando bene con una spatola.
Guarnite con le amarene tenute da parte, ciuffetti di panna, cioccolato in scaglie.
Basta per 12 persone.




sabato 5 luglio 2014



 LE CILIEGIE



Il dipinto qui sopra è di Giovanna Garzoni, un'artista vissuta nella prima metà del '600, molto apprezzata in tutta Italia, dove lavorò viaggiando in lungo e in largo.

Quest'anno le ciliege che ho comprato fin'ora erano veramente buone, dolci e croccanti, e ad un prezzo più ragionevole di quelle dell'anno scorso.
Sono talmente buone che è un peccato non mangiarle così; ma se si avessero a disposizione delle ciliege un po' sfigate, si possono utilizzare anche cotte
. Consiglio alcuni modi di cucinarle.


1) Maiale alle ciliege: rosolare in olio un'arista di maiale, con gli aromi preferiti, tipo aglio, rosmarino ecc., spruzzare con vino rosso, salare, pepare, portare a cottura col coperchio, aggiungendo acqua quando occorre, e rigirando il pezzo ogni tanto. 5 minuti prima di spegnere, unire due manciate di ciliege nel fondo di cottura e farle insaporire. Se il fondo di cottura si fosse troppo asciugato aggiungete un po' di vino.
Trovate qui una ricetta appena più elaborata e spiegata meglio.

2) Ciliege sott'aceto: ottime come contorno di carni fredde, paté, terrine, o carni grasse, come pancetta di maiale arrosto. Sono semplicissime: lavarle e farle asciugare. Metterle in barattolo spolverando di zucchero gli strati. Far bollire abbondante aceto con cannella e garofano, versarlo sopra le ciliege ancora bollente, chiudere bene il barattolo e conservarlo in frigo dopo che si è raffreddato.

3) Ciliege al Porto: far bollire il Porto zuccherato a piacere insieme ad una corteccia di cannella. Farlo consumare leggermente, poi mettervi le ciliege e proseguire la cottura per pochi minuti, Spegnere e lasciar raffreddare le ciliege dentro il vino. Si possono servire come dessert in coppa così come sono, o accompagnate da gelato alla crema (o ricotta, o mascarpone...)

4) Clafoutis di ciliege: questo è un tradizionale dolce provenzale facile e veloce (soprattutto se si usa il microonde), la cui ricetta troverete dappertutto. L'unica complicazione è il fatto che si debbano snocciolare le ciliege. Ma la versione più rustica e primitiva non lo prevedeva. Vi invito quindi ad ultilizzare meglio il vostro tempo e a fare il clafoutis lasciandoci i noccioli (e avvisandone gli ospiti!!).
Imburrare una teglia, farvi un ricco strato di ciliege, versarci sopra una pastella con queste proporzioni: 125gr. farina, 50gr. zucchero, 3 uova, vaniglia, 300ml. latte. In forno tradizionale per 40', finchè la pastella diventa soda e dorata.


FINE
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