venerdì 29 settembre 2017





LA PAPPA DOLCE
 (illustrazioni di Vladimir Konashevich)

 C'era una volta una povera fanciulla pia, che viveva sola con sua madre; e non avevano più nulla da mangiare. Allora la fanciulla andò nel bosco e incontrò una vecchia che già conosceva la sua povertà, e che le regalò un pentolino. 

Doveva dirgli: -Cuoci la pappa, pentolino!- e il pentolino cuoceva una buona pappa dolce di miglio; e quando diceva: -Fermati, pentolino!- il pentolino smetteva di cuocere.
















 La fanciulla lo portò a casa a sua madre.
 la loro miseria e la loro fame erano ormai finite, ed esse mangiavano pappa dolce ogni volta che volevano.










Un giorno che la fanciulla era uscita, la madre disse: -Cuoci la pappa, pentolino!-. Quello fa la pappa ed ella mangia a sazietà; ora vuole che il pentolino la smetta, ma non sa la parola magica. 









Così quello continua a cuocere la pappa, e la pappa trabocca e cresce e riempie la cucina ...

















 




...e l'intera casa, e l'altra casa ancora e poi la strada, come se volesse saziare tutto il mondo, ed è un bel guaio e nessuno sa come cavarsela. 




















Infine, quando una sola casa era ancora intatta, ritorna a casa la fanciulla e dice: -Fermati, pentolino!- e il pentolino si ferma e smette di fare la pappa;
E chi volle tornare in città, dovette farsi strada mangiando. 







Da Fiabe dei Fratelli Grimm.


Si tratta di una delle tante fiabe che hanno come soggetto la Fame, eterno spauracchio della gente comune. E come avviene nella maggior parte dei casi, la fiaba stessa ha la funzione di esorcizzare la paura, grazie all'operato della bambina.
Una piccola spiegazione storico-gastronomica: uno dei piatti più semplici e più antichi consiste nel cuocere in acqua i cereali, spesso tritati o macinati, ottenendo una sorta di zuppa o polenta che può essere densa o brodosa a piacere (la Pappa). 
Nell'Europa centrorientale questo tipo di pietanza prende il nome di ''kasha'', con alcune varianti di grafia e traslitterazione. Col tempo dalla variante più semplice si è passati a piatti più ricchi, con aggiunta di latte, burro o strutto, panna, e anche zucchero nelle varianti dolci.
 I cereali cambiano a seconda di ciò che si coltiva nella zona. In Russia la variante più comune è quella di grano saraceno, ma si può usare di tutto, dal miglio all'avena, al grano ecc. In Inghilterra viene chiamato ''porridge'' e, prima dell'invenzione del dott. Kellogg e dei suoi cereali soffiati, era l'odiatissima colazione di tanti bambini. In Italia è conosciuto più che altro sotto forma di semolino (e in tempi successivi alla scoperta dell'America, sotto forma di polenta di mais).
In Russia è ancora oggi la pietra miliare della cucina, tanto che vi sono moltissimi modi di dire che hanno come soggetto la kasha, come in Italia ve ne sono riguardo al pane o in Cina riguardo al riso. Fra le antiche tribù slave era la pietanza che veniva cotta tutti insieme come segno di pace e di comunione: ''Con lui la kasha non la cuoci'', cioè ''non è una persona con cui puoi metterti d'accordo''. Oppure: ''Dove c'è la kasha ci sono i nostri''. O anche il tale oggetto ''chiede la kasha'', parlando di qualcosa ridotto a mal partito. O ''la kasha sta cuocendo'', intendendo ''qui le cose si mettono male''.
Per completezza vi metto una ricetta di kasha adatta per i giorni di festa.
Si fa stracuocere nel latte (o latte e acqua ) del semolino o un altro cereale pestato. Si aggiungono noci pestate, zucchero, miele, panna, burro. Quando tutto è cotto e amalgamato si serve nel recipiente di cottura (meglio se di coccio), dopo aver spalmato la superficie di marmellata di fragole.

FINE