sabato 18 ottobre 2014

FIABE



LE DODICI PRINCIPESSE DANZANTI
FRATELLI GRIMM

Illustrazioni di Errol Le Cain



  













 




































































































































































FINE


NOTE:
In questa fiaba, la numero 133 della raccolta dei fratelli Grimm, vi sono alcuni topos ricorrenti, tipici delle fiabe di tutto il mondo. Un esempio è la figura del ''Donatore'': si tratta di una vecchia, una fata o altro, che dà al protagonista (in questo caso il soldato) un oggetto magico che sarà decisivo per raggiungere la felice conclusione (il ritrovamento di una persona amata, la soluzione di un mistero, un tesoro ecc); nel caso di questa fiaba si tratta del mantello che rende invisibili.  Altro esempio è la scarpa: la scarpetta di Cenerentola, le scarpette d'argento di Doroty nel Mago di Oz (che nel film sono invece rosse), le scarpette rosse della sinistra fiaba di Andersen che costringono la protagonista a danzare senza potersi fermare. Anche le scarpe dunque ricorrono spesso, e spesso accoppiate alla danza.
Molte somiglianze si trovano in una fiaba scozzese, Katie Crackemuts, dove il principe ogni notte è costretto a interminabili danze. Anche il favolista russo Alexander Afanasyev ha scritto una variante russa della fiaba, intitolata "Il Ballo Segreto" e riportata nella raccolta "Narodnye russkie skazki".  
 I Fratelli Grimm avevano appreso la fiaba da alcuni amici che l'avevano sentita nel Munster in Irlanda. Altre versioni sono conosciute nelle regioni dell'Hesse e nella città di Paderborn. Nella versione delle regioni dell'Hesse, solo una principessa è sospettata di essere responsabile di indossare e logorare una dozzina di scarpe ogni notte finchè un giovane apprendista calzolaio scopre che la ragazza è raggiunta ogni notte dalle altre undici sorelle che si recano alle feste. L'incantesimo si spezza e il giovane apprendista calzolaio sposa la principessa.
  Il giardino di alberi con foglie d'oro, d'argento e diamanti ricorda alcuni giardini simili nel poema epico Sumero "L'Epopea di Gilgamesh".