domenica 19 ottobre 2014

CRONACA


I PIONIERI
L'EPOPEA DEL WEST



Nel 1835 (dunque prima della Guerra Civile) iniziò la migrazione dei coloni verso le terre dell'ovest. L'intenzione era superare il fiume Missouri e andare ad abitare, allevare e coltivare le terre da lì al Pacifico (che dal Missouri dista circa 3200km). Il viaggio era difficile e finora l'avevano compiuto solo esploratori e cacciatori di pellicce. Ma ora si trattava di famiglie intere che tentavano la fortuna, cercando terra a poco prezzo e, qualche anno dopo, attratti dall'oro.
Si iniziò come un rigagnolo, e si trasformò in una vera alluvione: nel 1843 un migliaio di pionieri raggiunse l'Oregon viaggiando lungo le piste. Entro il 1860 erano 53.000. Verso la California arrivarono invece in 200.000.


 


Il viaggio iniziava sul traghetto che attraversava il Missouri, partendo da Independence, St Joseph o Council Bluffs. Poi si svolgeva sui carri trainati da muli o buoi, o a piedi a fianco ai carri, perchè questi erano scomodissimi. Non si trattava dei famosi Conestoga  prodotti in Pennsylvania. Proprio sui Conestoga si era svolta la prima migrazione, quella che aveva trasportato oltre le Montagne Rocciose. Questa era una versione semplificata e alleggerita, robusta ma veloce, e infinitamente più scomoda.




 
 Dentro doveva starci tutto: mobili di pregio e oggetti come argenteria e porcellane, che non si era voluto abbandonare nel Midwest, attrezzi agricoli, pentole, abbigliamento, libri, giocattoli, provviste alimentari, tutto, assolutamente tutto, poiche si andava dove non c'era niente. Mancavano gli ammortizzatori, viaggiarci dentro era quasi impossibile. Unica comodità era il telo di copertura montato su archi di legno ripiegabili.




Si partiva all'inizio della primavera e il viaggio durava quattro o cinque mesi. Si partiva in convoglio, ben organizzati: veniva eletto un capo convoglio e si stilava anche un regolamento per il quieto vivere.




Si attraversavano gli altipiani del Kansas, poi dopo 40 giorni e 800km si attraversava il fiume Platte arrivando a Fort Laramie, centro importante per il commercio di pellicce. 


 

A Fort Laramie i pionieri vedevano per la prima volta i temuti indiani, della cui ferocia avevano sentito parlare. In realtà, il numero dei pionieri morti di malattia (colera nelle pianure e febbre purpurea sulle montagne) superò di gran lunga quello dei pionieri uccisi dai pellirosse. Alcuni pionieri finirono per essere attaccati, ma ciò avvenne quando i pellirosse si risentirono per l'arroganza dei bianchi, per le malattie che diffondevano e per il massacro dei bisonti. Dei circa 10.000 pionieri che perirono durante le traversate, furono circa 400 quelli vittime degli indiani.





Dopo il 1850 le condizioni della traversata migliorarono con l'organizzazione di piccole imprese sparse lungo la pista, in grado di offrire vitto, alloggio, riparazioni ecc.

Una famiglia che, avendo superato le traversie del viaggio è riuscita a sistemarsi nei nuovi territori.

Qui a fianco l'abbigliamento femminile tipico di una pioniera, col caratteristico sunbonnet, la cuffia di calicò sostenuta da fil di ferro.



Sotto una trapunta tipica fatta con ritagli di stoffa, che le donne di frontiera cucivano con grande abilità.




















 



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