domenica 12 ottobre 2014

ARTE
LETTERATURA


UNA LETTERA D'AMORE
E I PRERAFFAELLITI



Dante Gabriel Rossetti: Aurelia


Da adesso, che son le cinque di sera, fino all'ora in cui mi addormenterò, sono sola, perchè ho detto a tutti i miei amici che ero stanca, e che non volevo veder nessuno.
L'uomo per il quale ho così accuratamente conservato libero il mio tempo non si è nemmeno preoccupato di avvisarmi per telefono che non veniva.



Arthur Hughes: A Passing Cloud
 

Scopro con malinconia che il mio egoismo non è così grande, visto che ho dato a qualcun altro il potere di darmi dolore.
Mio principe, è facile dare questo potere; è triste vederne fare uso.
Le fiabe sono così. Un mattino ci si sveglia. Si dice: ''Non era che una fiaba''. Si sorride di sè. Ma in fondo non si sorride davvero: si sa bene che le fiabe son la sola verità della vita.



Patrick James Lynch


 L'attesa. I passi leggeri.
 Poi le ore che scorrono fresche, come un ruscello tra l'erba sui ciottoli bianchi. I sorrisi, le parole senza importanza, che sono talmente importanti...Si ascolta la musica del cuore: è bello, bello per chi sa ascoltare. 


Edward Burne Jones: Amore fra la rovine




John William Waterhouse: Lamia


 Certo, si vogliono troppe cose, si vogliono raccogliere tutti i frutti e tutti i fiori. Si vogliono respirare tutti i prati. Si gioca... E' un gioco? Non si sa mai dove comincia il gioco e dove finisce, ma si sa bene che è dolce e rende felici.


John William Waterhouse


Non amo quest'umore che ha preso il posto della mia primavera: un misto di delusione, aridità e risentimento. Mi immergo in questo tempo vuoto, dove non ho più niente da sognare.
La cosa più triste di un dolore è che ci si domanda: ''Vale la pena?''  Vale la pena di provare questo dolore per chi non si preoccupa nemmeno di parlarmi? Forse no. Allora non c'è nemmeno più il dolore? E' più triste ancora.



John William Waterhouse: Boreas




 Non c'è il Principe, oggi. Nè mai. Il Principe è morto. Oppure non crede più nell'amore. Un principe scettico non è più un principe. Io te ne voglio, perchè l'hai rovinato.
Non ci saranno più nemmeno messaggi, nè telefonate, nè segnali? Io non sono stata molto prudente, non pensavo che mano a mano mi avvicinavo a questo dolore. Ma ecco, il rosaio mi ha ferito mentre coglievo la rosa.



John William Waterhouse: My sweet rose



  Il rosaio dirà: ''Che importanza avevo per te?''  Io succhio il dito che sanguina e rispondo: ''Nessuna, rosaio, nessuna. Nulla ha importanza nella vita. Nemmeno la vita''



Da: "Le Petit Prince est mort", Lettre d’Antoine de Saint-Exupéry

FINE