lunedì 25 gennaio 2016

CRONACA




L'ISOLA DI PITCAIRN, INFERNO IN TERRA




Il più famoso ammutinamento della storia, quello del Bounty, avvenne nel 1789, per diversi ordini di motivi. La navigazione verso Tahiti era stata costellata da ritardi, maltempo, cambiamenti di rotta. 



All'arrivo a Tahiti l'equipaggio estenuato venne accolto in modo estremamente amichevole e mentre venivano caricate sulla nave enormi quantità di piante locali da trasportare e trapiantare nei vari territori dell'impero inglese, i marinai e gli ufficiali strinsero rapporti molto stretti con la popolazione locale. In particolare le donne mostrarono una libertà sessuale verso gli inglesi, a loro totalmente sconosciuta. La sosta a Tahiti si prolungò oltre il previsto (poichè si dovette attendere la maturazione dei frutti dell'albero del pane) il che fece sì che i rapporti fra inglesi e indigeni si consolidassero ulteriormente. Quando il capitano Blight diede ordine di ripartire, si ritrovò con una ciurma scontenta e recalcitrante.
Non ci sono prove che il capitano fosse particolarmente crudele come invece è apparso nelle numerose ricostruzioni letterarie e cinematografiche della vicenda. Tuttavia l'equipaggio era in viaggio da un anno e mezzo, e il desiderio di restare accanto alle loro nuove compagne era forte. 





 Al comando del secondo ufficiale Fletcher Christian, una parte dell'equipaggio si ammutinò, e il capitano Blight, con diciotto uomini rimastigli fedeli, fu abbandonato in mare a bordo di una lancia con scarsissime risorse. (Miracolosamente Blight si salvò, approdando dopo 47 giorni a Timor)

 Gli ammutinati cercarono un'isola dove fondare una colonia, tornarono a Tahiti, prelevarono le loro donne e anche degli uomini che li aiutassero nell'impresa, e tentarono di stabilirsi nel luogo prescelto, l'isola di Tubuai. In breve però ci furono scontri con gli indigeni, e furono costretti a ripartire. Fecero nuovamente tappa a Tahiti, dove alcuni marinai vollero restare nonostante lì la giustizia inglese potesse ritrovarli (come poi avvenne), e gli otto marinai restanti ripartirono sul Bounty con Fletcher Christian, sei indigeni, dodici donne e una bambina. 

 Trovarono un rifugio nell'isola di Pitcairn, che era stata scoperta da poco e segnata sulle carte di navigazione con delle coordinate errate. Era disabitata, lontana dalle rotte commerciali, misurava solo quattro km. quadrati, ma era ricca d'acqua dolce, capre selvatiche, uccelli simili ai polli e coste pescose. Per maggiore sicurezza bruciarono il Bounty perchè non potesse essere avvistato, e si diedero da fare per fondare la loro colonia.



 
John Adams



Pensavano di poter vivere in modo primitivo ma con serenità insieme con le donne amate, ma la realtà si mostrò subito diversa. Erano uomini duri, alcuni avevano scelto la vita del mare per sfuggire a qualche guaio in patria: per esempio vi era John Adams, un criminale che si era arruolato sotto falso nome, altri erano violenti, in ogni caso erano inglesi figli dell'impero, e a Pitcairn si comportarono di conseguenza. Presero a trattare i polinesiani come schiavi, a utilizzarli per i lavori pesanti, a sfruttarli al punto che i rapporti si deteriorarono e questi si ribellarono a più riprese. 



 Alla fine di queste lotte, violenze e omicidi, nel 1793 tutti i maschi polinesiani erano morti, così come cinque marinai, fra cui lo stesso Christian. Trascorsero un paio d'anni di tranquillità, poi uno di loro scoprì come ottenere un micidiale liquore dalla fermentazione delle radici di una pianta locale. L'ubriachezza, unitamente alla convivenza forzata, li rese ancor più violenti e litigiosi. Qualcuno morì di malattia, qualcun'altro ucciso, finchè nel 1800 l'unico uomo sopravvissuto rimase John Adams, con dieci donne e 23 minori. 
Adams cominciò a fare il patriarca: con l'aiuto della Bibbia e altri libri che erano stati presi dal Bounty, si dedicò all'educazione dei bambini. Praticamente li formò ad una religione protestante puritana e, comportandosi come un maschio alfa, tenne a freno la sovrappopolazione.
Nel 1808, ossia 19 anni dopo l'ammutinamento, una nave americana per la caccia alle foche riscoprì l'isola e svelò al mondo il mistero sulla fine degli ammutinati. Qualche nave cominciò ad approdare e furono questi i primi contatti con la civiltà. 


Tomba di John Adams
Nel 1829 Adams morì, e si pose subito il problema della sovrappopolazione. Gli abitanti erano quasi 80 quando il governo britannico li trasferì a Tahiti. Qui una decina di loro morì quasi subito di infezioni banali, per le quali non avevano sviluppato alcuna immunità. I sopravvissuti tornarono tutti a Pitcairn, la quale nel 1838 divenne ufficialmente una colonia britannica. 

Tipica abitazione dell'800 sull'isola

 Nel 1856, dopo un'impennata delle nascite, i 194 abitanti dell'isola furono trasferiti a Norfolk, isola disabitata al largo della costa orientale australiana. La maggior parte rimase lì e attualmente è una delle componenti della ricostituita popolazione di quell'isola, ma pochi anni dopo 16 isolani fecero ritorno a Pitcairn e altre famiglie vi ritornarono in seguito.




La popolazione fu integrata da nuovi arrivi tramite le poche navi che vi approdavano, ma si trattava spesso di individui disperati, delinquenti e avventurieri, che non contribuirono certo al quieto vivere. Però portarono qualche nuovo cognome tra i tanti Adams e Christian della popolazione, mentre i litigi, le violenze e gli omicidi continuavano ad essere all'ordine del giorno. 


In questa foto quattro discendenti dei marinai ammutinati, alla fine dell'800.



Qui a fianco una foto tutta al femminile della popolazione intorno agli anni '20.

Il picco più alto di popolazione si ebbe prima dell'ultimo conflitto mondiale: 223 abitanti. Poi iniziò il calo demografico, con la fuga delle nuove generazioni da un luogo che non offriva nessuno sbocco e dove i contatti col mondo esterno si erano ridotti nuovamente: i viaggi e i trasporti ormai non avvengono più per nave, ma in aereo, quindi oggi i contatti sono limitati alla visita di pochi yacht, qualche nave da carico e occasionalmente qualche nave da crociera. 

Foto ricordo con tutti gli abitanti, davanti al rimessaggio delle barche


Il numero degli abitanti oggi oscilla tra i 40 e i 50. Molte abitazioni sono abbandonate e in rovina. Il governo britannico ha tagliato i sussidi, e l'elettricità e i rifornimenti sono a carico degli abitanti, i quali hanno un reddito assai basso e scarso lavoro. Dal punto di vista amministrativo è considerato un Territorio Britannico d'Oltremare come le isole Cayman o le Falkland.
A tutt'oggi la lingua parlata è un misto di inglese settecentesco, dialetti tahitiani, curiose espressioni idiomatiche e espressioni figurate di gergo marinaresco.

Dal punto di vista alimentare gli abitanti sono autosufficienti, tra pesca, coltivazioni e allevamento di polli e capre. Come retaggio tahitiano sanno intrecciare cesti di foglie di palma, e quasi tutti gli uomini dell'isola sono abilissimi intagliatori del legno: occasionalmente commerciano complesse figurine di animali e modellini del Bounty. 


  Attualmente sull'isola c'è un medico, ma nei casi gravi si deve raggiungere un ospedale. Il più vicino è a Papeete, Tahiti, e ci si arriva dopo tre giorni di navigazione fino all'aeroporto di Mangareva, e poi ancora quattro ore di volo (in qualche caso i pazienti sono morti durante il viaggio). L'ultima nata ha sei anni. Vi è anche una scuola, frequentata da nove bambini, un negozio aperto per un'ora tre volte la settimana, una chiesa avventista, un luogo di ristoro e, dal 2004, un museo.

La scuola


Il museo

 Un'altra sinistra vicenda ha contribuito alla pessima fama di Pitcairn. I fatti risalgono agli anni '60 del secolo scorso: una ventina di donne, stanche dei reiterati abusi sessuali che esse stesse e diversi minori subivano da parte dei maschi adulti dell'isola, fecero una denuncia di gruppo. Il processo è terminato solo nel 2004: un tribunale speciale composto da giudici inglesi e neozelandesi ha condannato per violenza sessuale e pedofilia sei uomini, fra cui il sindaco Christian. Si tratta di violenze durate l'arco di vari decenni. Questa vicenda ha pesato enormemente anche sul budget che il Regno Unito dedica all'isola: si è dovuta costruire una prigione, e inviare degli assistenti sociali che seguissero le vittime. In pratica sembra che nel microcosmo di Pitcairn la civiltà non sia riuscita a penetrare, e che usi e costumi morali siano ancora una tragica mescolanza del '700 inglese e tahitiano, con scarso senso morale e dei diritti sociali. Si pensi ad esempio, che il sindaco, dopo aver scontato la pena, è stato rieletto, nonostante siano state trovate nel suo computer diecimila nuove immagini pedopornografiche.




 Una ventata di novità è arrivata con un collegamento internet, un po' discontinuo, indispensabile per le famiglie che hanno figli emigrati (in genere in Nuova Zelanda) e con una nave che arriva ogni tre mesi con una quindicina di turisti a bordo: si fermano circa una settimana alloggiando nelle abitazioni dei residenti. 



 Sopra e a fianco: accoglienza di turisti.









Nella foto sotto: l'interno di una delle case. Il padrone è Tom Christian, discendente di Fletcher Christian. E' l'ora del lunch, offerto ad un gruppo di turisti. 



I turisti al loro rientro si dicono in genere molto colpiti dalla gentilezza degli abitanti.











Nadine Christian
 Alcune persone vivono sull'isola per scelta. La donna più famosa di Pitcairn è Nadine, 42 anni, neozelandese, che in patria ha conosciuto Randall, che di cognome guarda caso fa Christian (discendente di Fletcher di ottava generazione). L'ha sposato e seguito sull'isola. Ora si occupa dell'orto e degli animali, fa il pane, ma soprattutto scrive romanzi d'amore ambientati sull'isola, che si possono trovare su Amazon e sono pubblicizzati sul suo profilo Twitter, @pitcairngirl. Come altre, ha avuto il marito implicato nello scandalo e condannato per gli stupri, così come anche il suocero. Ma in una comunità così piccola e chiusa, la visione delle cose è diversa e i compromessi sono indispensabili per mantenere un po' di quieto vivere ed evitare la guerra civile. Perciò i padri delle ragazze stuprate vanno a pesca con gli stupratori delle loro figlie. Nadine, come molti altri, desidera vivere sull'isola finchè la salute lo permetterà. Con la vecchiaia tornerà in Nuova Zelanda, contribuendo all'inevitabile spopolamento dell'isola.

FINE