sabato 6 febbraio 2016



CANZONI


LILI MARLEEN

 

Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale il giovane scrittore e poeta Hans Leip scrisse alcune poesie prima di partire per il fronte russo. 

Fra queste, una divenne in seguito famosissima in tutto il mondo: La Canzone di una Giovane Sentinella. È l’addio, traboccante di malinconia, a due ragazze: la propria (Lili, commessa in un negozio di alimentari) e quella del migliore amico (l’infermiera Marleen), idealmente fuse in un solo personaggio.
Nonostante il carattere decisamente antibellico il testo attirò l'attenzione del musicista Norbert Schultze, autore di marce e di canzoni militaresche e propagandistiche, che la musicò nel 1938. A cantarla fu Lale Andersen, ma passò inosservata e vendette pochissime copie. Finchè nel '41 fu trasmessa per caso da una radio militare tedesca alle truppe del feldmaresciallo dell'Africa Korps Erwin Rommel, la ''Volpe del Deserto''.

 
Erwin Rommel

 La malinconica melodia e le parole nostalgiche ne dichiararono l'immediato successo fra i soldati. Tuttavia il regime nazista fece di tutto per osteggiarla poichè veniva considerata disfattista, antimilitarista, lugubre e inadatta ad essere udita dai soldati in guerra, tanto che il ministro Joseph Goebbels fece distruggere l'incisione originale e ne vietò la trasmissione radiofonica. Ma le lettere di protesta dei militari, cui si aggiunsero le proteste dello stesso Rommel, costrinsero il regime a revocare il divieto. Anzi, si cominciò a trasmetterla ogni sera, in coda all'ultimo bollettino di guerra, a mo' di buonanotte.  
Accadde allora una cosa curiosa: la canzone fu intercettata dal nemico, si diffuse a macchia d'olio, e in breve fu adottata oltre che dai tedeschi, anche dai soldati americani, e poi dai soldati di tutti i fronti. Fu tradotta in inglese, e in questa nuova versione fu resa famosa dalla voce roca di Marlene Dietrich che, sfuggita al nazismo, era riparata in America. Fu sempre lei che la cantò ripetutamente per le truppe americane. Questa foto ci mostra una di queste esibizioni. Possiamo anche ascoltarne la sua bella interpretazione. Questo è il link

 



Lale Anderson e Marlene Dietrich

Qui sotto riporto il testo originale della canzone, che coincide con la poesia del giovane soldato/poeta Hans Leip (che peraltro, rimasto ferito durante la Prima Guerra Mondiale, fu presto rimandato a casa e morì in seguito novantenne) e la sua traduzione.

Vor der Kaserne bei dem großen Tor
Stand eine Lanterne und steht sie noch davor
So wollen wir uns wieder seh'n
Bei der Lanterne wollen wir steh'n
Wie einst Lili Marlen',
Wie einst Lili Marlen'.

Unsere beide Schatten sah'n wie einer aus
Daß wir so lieb uns hatten, das sah gleich man daraus
Und alle Leute soll'n es seh'n
Wenn wir bei der Laterne steh'n
Wie einst Lili Marlen',
Wie einst Lili Marlen'.

Schon rief der Posten, sie blasen Zapfenstreich
Es kann drei Tage kosten, Kam'rad, ich komm so gleich
Da sagten wir auf Wiedersehen
Wie gerne wollt ich mit dir geh'n
Mit dir Lili Marlen',
Mit dir Lili Marlen'.

Deine Schritte kennt sie, Deinen zieren Gang
Alle abend brennt sie, doch mich vergaß sie lang
Und sollten mir ein Leids gescheh'n
Wer wird bei der Lanterne stehen
Mit dir Lili Marlen',
Mit dir Lili Marlen'.

Aus dem stillen Raume, aus der Erden Grund
Küßt mich wie im Traume dein verliebter Mund
Wenn sich die späten Nebel drehn
Werd' ich bei der Lanterne steh'n
Wie einst Lili Marlen',
Wie einst Lili Marlen'.


Davanti alla caserma
davanti al portone
si trovava un lampione
che è rimasto lì tutt'oggi
se ci volessimo rivedere
potremmo ritrovarci vicino al lampione
come una volta Lili Marleen
come una volta Lili Marleen

Le nostre ombre si fondevano
sembravano essere una sola
avevamo così tanto amore dentro di noi
che si vedeva subito anche da fuori
e tutti lo potevano vedere
quando stavamo vicino al lampione
come una volta Lili Marleen
come una volta Lili Marleen

Ma ecco che chiamò la guardia
"suonano la ritirata
questo ti può costare tre giorni"
"Camerata, vengo subito"
così ci dicemmo arrivederci
ma come avrei voluto invece venire con te!
con te Lili Marleen
con te Lili Marleen

Lei conosceva bene i tuoi passi
e la tua andatura delicata
tutte le sere si ardeva d'amore
ma nonostante ciò si stava dimenticando di me
procurandomi un gran dolore
chi ci sarà ora vicino al lampione
con te Lili Marleen?
chi ci sarà?

Da luoghi silenziosi
dal profondo della terra
si alza come in un sogno
la tua bocca
quando le tarde nebbie svaniranno
io sarò di nuovo vicino al lampione
come una volta Lili Marleen
come una volta Lili Marleen.

  
Lina Termini
Lili Marleen divenne l'inno ufficioso dei soldati di tutti i fronti e, in seguito, una delle canzoni più famose d'ogni tempo. Se ne contano almeno quarantotto traduzioni in altrettante lingue, ebraico compreso.
In Italia il testo fu riscritto da Nino Rastelli e inciso da Lina Termini nel 1942. Dico 'riscritto' perchè non si tratta di una traduzione, bensì di un testo a se stante, anche se la tematica rimane la stessa. Fra l'altro le parole di Rastelli si prestano ad un equivoco: ad un ascolto superficiale questa ragazza sotto un lampione, davanti ad una caserma, fa pensare inevitabilmente ad una prostituta. (In realtà chi aspetta sotto il lampione è il soldato: la canzone è infatti teoricamente destinata ad una voce maschile, nonostante sia stata sempre cantata da voci femminili.)    Potete ascoltarla qui.


Tutte le sere sotto quel fanal
presso la caserma ti stavo ad aspettar
anche stasera aspetterò
e tutto il mondo scorderò
con te Lilì Marlene

O trombettier stasera non suonar
una volta ancora la voglio salutar
addio piccina dolce amor
ti porterò per sempre in cuor
con me Lilì Marlene

Dammi una rosa da tener sul cuor
legala col filo dei tuoi capelli d'or
forse domani piangerai
ma dopo tu sorriderai
a chi, Lilì Marlene

Quando nel fango debbo camminar
sotto il mio bottino mi sento vacillar
che cosa mai sarà di me
ma poi sorrido e penso a te
a te Lilì Marlene

Se chiudo gli occhi il viso tuo m'appar
come quella sera nel cerchio del fanal
tutte le notti sogno allor
di ritornar, di riposar
con te, Lilì Marlene

...tutte le notti sogno allor
di ritornar, di riposar
con te, Lilì Marlene