domenica 6 settembre 2015

ARTE


IMPRESSIONISTI E LAVANDAIE


Nella seconda metà dell'800 in Francia si discuteva sovente della situazione assai critica in cui versavano gli operai e tutto il proletariato urbano. Il problema riguardava sia le misere condizioni materiali sia le inevitabilmente conseguenti condizioni morali. I dibattiti politici al riguardo si moltiplicavano. La condizione delle donne era anche peggiore di quella degli uomini, poichè erano pagate molto meno.
Anche l'arte se ne occupò diffusamente. In letteratura Sue, Zola e Hugo descrissero nei loro romanzi il mondo delle donne lavoratrici, e anche in pittura lo fecero gli impressionisti. Un soggetto di gran moda fu quello delle lavandaie e stiratrici.


Edgar Degas, 1869: La stiratrice


Degas, tra gli altri, trattò questo tema svariate volte. Era un pittore della modernità e del mondo del lavoro e dipingeva l'ambiente contemporaneo e urbano. Nel 1869 rappresentò la sua Stiratrice piuttosto florida e quasi sensuale: vestita leggermente e con la pelle arrossata dal calore della stanza (lavoravano in ambienti intorno ai 30° e più, dove il ferro veniva riscaldato sulle braci), con l'aspetto sano e un'espressione stanca ma serena.
Degas: Emma Dobigny


Probabilmente la tela rappresenta Emma Dobigny, modella anche di Corot e altri, dalla carriera precoce ma effimera.















Il soggetto venne ripreso più volte da Degas negli anni successivi.








Toulouse-Lautrec dipinse questa stiratrice, affaticata ma graziosa. Si tratta di Suzanne Valadon, modella e pittrice anch'essa (trovate la sua storia qui).



 Per contro, Fernand Pelez dipinse la triste condizione umana e la miseria del proletariato francese. La sua Lavoratrice Tisica ci appare pallida e sofferente, abbigliata di scuro, in un ambiente buio, con l'espressione arresa di chi è vicino alla morte, la biancheria da cucire abbandonata sulle ginocchia.



Fernand Pelez: Ouvrière poitrinaire

Di questo dipinto a olio, per ragioni che non conosco, si trova sul web solamente una foto da negativo su vetro.
Considerando la vita che le lavoratrici conducevano (quelle dei piccoli mestieri ancor più di quelle delle grandi manifatture), la sottoalimentazione, gli ambienti insalubri in cui vivevano e lavoravano e  la mancanza di igiene, esse erano esposte a tante malattie. In particolare la tubercolosi era una vera piaga sociale.

Fernand Pelez


 Mentre Degas insiste sul vigore della sua stiratrice, e non vuole inserirsi nel dibattito nè trasmettere messaggi sociali, Pelez è veramente il pittore della miseria urbana degli operai, dei bambini di strada, dei saltimbanchi.







 
Edouard Manet: Le bar des Folies Bergères



 L'argomento è vastissimo. Si potrebbe andare da Manet con la  barista che fissa il cliente con espressione mesta al verismo di Caillebotte con gli operai che livellano il parquet della sua abitazione sui boulevards.




















 Ma mi fermo allo sfruttatissimo tema della lavanderia perchè ho trovato delle foto di un'attività commerciale a Montmartre: una lavanderia in rue du Chevalier de la Barre. Era gestita da Madame Bombaud, soprannominata Jeanne de la Butte, la blanchisseuse des peintres, che iniziò giovanissima la sua attività nel 1919, e lavorò in questo locale dal 1942 al 1976. 


 Queste sono alcune foto dei primi anni '50.



Fu l'ultima delle lavandaie/stiratrici di Montmartre che avevano ispirato gli impressionisti. Annoverava tra i suoi clienti Suzanne Valadon e suo figlio Maurice Utrillo, Sacha Guitry e altri, di cui amava raccontare.


L'ultima foto del 1976

FINE


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