lunedì 20 luglio 2015

DIVULGAZIONE

MASCHIO E FEMMINA DIO LI CREO'

Tiziano


A chi crede in un Dio Creatore apparirà evidente come egli ami la varietà, la molteplicità, e come abbia creato un mondo in perenne movimento e mutazione, dove ogni cosa è diversa dall'altra, e dove nulla rimane uguale a se stesso. I grandi Patriarchi, ossia coloro i quali ci hanno lasciato le Scritture, per forza di cose non erano informatissimi, non avevano certo studiato genetica, e non conoscevano i cromosomi. Perciò riassunsero la creazione del genere umano con un semplicistico ''maschio e femmina Dio li creò'' (Gen, 1-27). Ma non andò proprio così: l'estrema molteplicità della creazione si esplicitò anche fra gli esseri umani.




 Dio li creò maschio (con cromosomi sessuali XY), femmina (con cromosomi sessuali XX), e poi fece nascere individui con corredi cromosomici tra i più vari: XXX, XXY, XYY, XXXY, XYYY, XXXYYY, X, e chi più ne ha più ne metta, il Creatore si è sbizzarrito. 
Per non parlare di tanti altri casi in cui il corredo cromosomico risulta essere normale (per es. XY) ma per qualche ragione la X è insensibile in misura variabile agli androgeni prodotti dall'organismo. Allora avremo delle condizioni di intersessualità, con contraddizioni tra aspetto fisico e organi sessuali, tra corredo cromosomico e caratteri sessuali secondari, un'infinita gamma di possibilità. Alla nascita di questi soggetti, si sceglie se allevarli come maschi o come femmine, a seconda di ciò che sembra prevalere. Ma le cose crescendo si possono modificare parecchio, e la scelta iniziale può rivelarsi arbitraria e inadeguata, tanto che l'individuo può ad un dato momento rifiutarla e decidere di ribaltare la situazione.
Tornando alla varietà del Creato, anche i sentimenti personali sono molteplici e mutevoli. Ciascun individuo, a prescindere dai suoi cromosomi, sembra avere esigenze diverse e imprevedibili, risultanti dalle interazioni tra psicologia, biologia, cultura e società.


Sempre prescindendo dai cromosomi, si hanno perciò esseri umani che si sentono maschi, che si sentono femmine, che si sentono e basta, che amano i maschi, che amano le femmine, che amano tout court.

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La società richiede che il maschio abbia comportamenti percepiti come mascolini e la femmina comportamenti percepiti come femminili, e così anche per l'apparenza fisica, i gesti, la personalità. I comportamenti vengono ''tipicizzati'' per genere, e la società ne definisce i criteri di appropriatezza. 



Ma non tutti sono disposti ad adeguarsi ai concetti diffusi di virilità e femminilità. Non tutti hanno la necessità, il desiderio o l'istinto di mostrare al mondo la loro appartenenza ad un genere o ad un altro, soprattutto non ad un genere che altri hanno scelto per loro.
Spesso ci si arroga il diritto di considerare inappropriati i comportamenti che deviano dallo stereotipo precostituito maschio/femmina; peggio ancora, molti hanno la pretesa di scegliere per conto degli altri quali gusti e preferenze sessuali sia giusto che abbiano. Come se gli altri potessero decidere per me se è cosa giusta che mi piaccia o meno la pastasciutta, mentre il mio orientamento gastronomico è e deve restare libero, nè più nè meno come quello sessuale.
Per schematizzare e concludere, riporto dalla rivista Nature (una delle più prestigiose della comunità scientifica internazionale) che la sessualità umana è costituita da 4 elementi:
-Il sesso biologico
-Il genere (gender) o orientamento sessuale, che può essere vario: eterosessuale, omosessuale, bisessuale, transessuale, transgender, intergender ecc. ecc. 
-L'identità di genere, cioè il sesso a cui il singolo ''sente'' di appartenere
-Il ruolo di genere, ossia il ruolo che occupa nella famiglia e nella società
Ricordando sempre le caratteristiche del nostro mondo (molteplicità e variabilità), è sempre possibile il passaggio psicologico o fisico da un genere ad un altro.
Qui sotto, dalla medesima rivista è tratto lo schema dello spettro sessuale, che mostra ai due estremi il caso dei sessi più conosciuti (il maschio e la femmina), e fra questi le varie sfumature, ovviamente limitandosi solo a quelle di tipo biologico.

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