venerdì 3 luglio 2015


DIARIO


AL CHIAR DI LUNA



Mi vergogno ad ammetterlo ma, in sessant'anni di vita (rigorosamente cittadina) non ricordo di aver mai visto prima di ieri sera, un solo chiaro di luna. Vuoi perchè in città vi è un perenne inquinamento luminoso, vuoi perchè le mie (poche) notti passate in campagna non coincidevano con un plenilunio, per me il chiaro di luna restava solo un topos poetico e astratto. Invece ieri, con luna piena e cielo pulitissimo, ho fatto una passeggiata con dolce arrampicata iniziale, sulla Sella del Diavolo.
Questo piccolo promontorio fa da sfondo alla spiaggia cagliaritana più nota, quella del Poetto. Ha una forma caratteristica riguardo alla quale vi è una leggenda, che riporto qui sotto.

 
Si dice che i diavoli, capeggiati da Lucifero, rimasero impressionati dalla bellezza del golfo di Cagliari e tentarono di impadronirsene. Dio allora mandò le sue milizie al comando dell'arcangelo Michele. Durante la battaglia, combattuta nei cieli sovrastanti il golfo, Lucifero fu disarcionato dal cavallo e perse la sua sella che andò a schiantarsi sul promontorio, dandogli la sua caratteristica forma. Per contro il golfo prese il nome dei vincitori: Golfo degli Angeli.

Tornando al chiar di luna, era eccezionale, luminoso, incantato: una visibilità come all'imbrunire, ma dai toni di colore freddi anzichè caldi, ombre nette, nessuna necessità di usare la torcia elettrica, portata per prudenza ma rimasta in borsa nonostante il terreno accidentato. Un'altra cosa portata per la stessa ragione (la prudenza, intendo): uno scialle. E credetemi, molto più superfluo della torcia. Ho sudato come in una sauna.
Purtroppo non eravamo atrezzati per le foto. Anzittutto ci sarebbe voluto un treppiedi, poi avrei dovuto impostare la macchina per le foto in notturna (operazione che sembra semplice, ma che per un'incapace come me sarebbe stata difficoltosa anche in piena luce, figuriamoci lassù). Le foto lasciano dunque molto a desiderare.





 Il panorama era splendidissimo. Lo strapiombo al quale ci siamo affacciati consentiva la vista delle luci riflesse sulle acque del porto a sinistra, la città illuminata, lo stagno di Molentargius, le saline, la zona con gli stabilimenti balneari, il golfo con il porticciolo di Marina Piccola sottostante, e infine, all'estrema destra, il mare e una luna enorme.
Insomma, una location mozzafiato e romantica? Be', non proprio... Nonostante fosse un giorno infrasettimanale ed un'ora molto tarda, pareva d'essere in una via commerciale in periodo di saldi. Gruppi di persone, adulti e ragazzi, chiassosi e giulivi, tutti armati di luci di una qualche sorta, chi intorno a qualche tavolo in una piccola area attrezzata in cima al promontorio, chi in giro con pile attaccate in fronte, chi con macchine fotografiche a osservare il panorama, altri seduti in circolo per terra come nei vecchi anni '70 (però senza chitarra e senza canzoni), insomma, un chiasso e una compagnia abbondantissima in un luogo che quindici anni fa era chiuso, inaccessibile e sconosciuto ai più (era zona militare).
Nel complesso comunque una bellissima passeggiata che mi pare superfluo consigliare. Nel senso che è chiaramente diventata di gran moda in città, e questa frequentazione proseguirà di certo almeno per tutta l'estate e anche durante il nostro caldo autunno.


Su segnalazione di un amico, aggiungo che sono ben visibili nella foto qui sopra i due pianeti Venere e Giove, che in questi giorni di inizio luglio si trovano in fortunata congiunzione.