domenica 24 agosto 2014


COSTUME




ANNO 1900: LA SIGNORA VA IN VACANZA



Matilde Serao
Giunto luglio i signori vanno in vacanza. La signora comunica di sospendere le visite da fare o ricevere, fa togliere i tappeti, conserva i ninnoli, fa voltare i quadri verso il muro, fa coprire i mobili con le fodere. I signori andranno in qualche località balneare o di montagna, per almeno un mese. Qui di seguito la vivace, indomita scrittrice e giornalista Matilde Serao, elegante, ma brutta come la fame, ci spiega quale deve essere il bagaglio _minimo_ di una vera signora.


 Il bagaglio di una signora è formato, quest'anno, da due grandi casse per i vestiti, da una cassa per cappelli, da un nécessaire da viaggio e da un sacchetto a mano di cuoio bianco.
Nel fondo di una cassa portare con sè due o tre paia di lenzuola e federe, per cambiare quelle dei letti d'albergo e dormire nella propria biancheria; aggiungervi dei guanti di cotone bianco, per farli infilare ai domestici di occasione, che si incontrano.



Perchè le scarpe nelle casse non isporchino il resto della roba, fate fare delle borsette di crétonne a fiori, con un laccetto. Le calzature indispensabili saranno: stivaletti coi lacci, per camminare veramente, degli scarponcini di cuoio rosso a tre bottoni, degli scarponcini verniciati con fiocco di seta, delle scarpette di pelle bianca, delle scarpette di capretto nero.






 














Con la larghezza delle gonne che si usano adesso, le casse devono essere immense.
Il minimo dei vestiti è questo: uno di lana bianca, uno nero, uno grigio polvere, gonne e giacchette tailleur con cinque o sei blouses, tutte squisite. Due vestiti di piquet, uno di piquet bianco a piccoli fiori, dell'anno scorso, uno di piquet bianco di quest'anno, in forma di blusa che entra sotto la gonna e nastro della cintura.



 

 
Come toilette da cerimonia, una veste di mussolina antica ricamata, incrostata di merletti a giorno, e due gonne di seta, una rosa e una avorio, per metterle variamente sotto questa mussolina. L'altro vestito di gran cerimonia è di seta ombrato, a fiori: tutte le cuciture della gonna sono guarnite di una rouche di mussolina di seta ricamata.











Ci vuole poi un mantello da viaggio in seta cruda, foderato di seta scozzese, un mantello da vettura in seta antica a mazzolini di fiori e cappuccio Luigi XVI; una mantellina di raso color pulce, con tre volants, colletto a farfalla, fodera in raso bianco, guarnita di piegoline di mussolina di seta bianca.
Nella grande cassa dei cappelli, dotata di piuoletti e nastri per fissare i cappelli, metterete: tre cappelli Luigi XVI, purissimi, due o tre tocchetti ad ala di mulino, un tricorno a fiori, una paglia rossa a penne azzurro cupo, e due o tre pagliettine da uomo. Basta, io credo.











Nella valigia: spazzola da unghie, spazzola da denti, pettini, lampada e ferro da arricciare, forcinelle ordinarie, forcinelle invisibili, saponi in iscatola di metallo, scatole di polvere di riso, acque e polveri dentifricie, acqua di colonia, acqua di toilette, boccette di essenza, limetta per unghie, specchio a tre compartimenti, sacchetti d'odore, pietra pomice, nettadenti, nettaorecchie, sacco di tela per la biancheria sporca, parapioggia, ombrellino, salviette, spugne.
E ancora: spille, aghi, fili diversi, elastico, bottoni, lacci per scarpe, nastri per la biancheria,temperino, calamaio da tasca, cartella, penne, portapenne, lapis, carta da lettere e buste, quaderni, francobolli, carte postali, sigillo, ceralacca, lampada a spirito, fiammiferi, coltello, forchetta, cucchiaio, cavaturaccioli, plaids, portaritratti che si chiuda, portaorologio, libro di preghiera, libro dei conti, libro degli indirizzi.
Calze, pantofole, pantaloni
(da intendersi: mutande), busti, copribusti, camiciuole, accappatoi per pettinarsi, sottanino di flanella, sottane, matinée, vestaglie, corsages di fantasia, spilloni da cappello, guanti, fazzoletti, foulards, scialli di seta, sciarpe, colletti, cinture, jabots, colletti di merletto, costume da bagno, accappatoio da bagno
, scarpette da bagno, cuffia in caucciù.



Dopo questo delirio, la Serao mostra un po' di buon senso e di oculatezza:
La villeggiatura è una pessima speculazione finanziaria: il più ricco ne tornerà seccato, il più povero, preoccupato. Tutti avranno speso il doppio o il triplo del preventivato. La speculazione migliore sapete qual'è? Quella di rimanere in città. nella propria casa, in solitudine beata, al fresco, nell'ombra, in pensoso silenzio, o non pensoso, conservando preziosamente le seicento, le mille, le duemila lire della villeggiatura.

 Tratto da ''Saper vivere. Galateo napoletano'' di Matilde Serao, 1900.


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