giovedì 10 luglio 2014


MITI E LEGGENDE


La fata Melusina

 Melusina è la mitica fata fondatrice della dinastia dei Lusignan, uno dei personaggi più famosi della mitologia popolare francese, sulla quale esiste una bibliografia sterminata.

Melusine (Heinrich Vogeler)


Nei suoi tratti essenziali la leggenda (i cui primi accenni troviamo già nel XII secolo e che diviene opera letteraria tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo, ad opera di Jean d’Arras e poi di Couldrette) si potrebbe riassumere come segue:


Melusina era una delle tre bellissime figlie della fata Pressina e del re d’Albania (di Scozia, in molte versioni), Elinas. Quando Pressina sposò Elinas, gli fece giurare che in determinati giorni non le avrebbe fatto visita a nessun costo. Ma Elinas, raggiante per la notizia della nascita delle figlie, si precipitò nelle stanze della regina, sorprendendola mentre faceva il bagno alle bimbe.
Pressina protestò perché egli era venuto meno alla parola data e, prese le figlie, se ne andò per non più tornare. Allevò le bimbe in un’isola lontana ed inaccessibile; esse potevano guardare dalla vetta della montagna più alta verso l’Albania e lamentare così la perdita del loro regno. Quando poi le figlie ebbero l’età giusta per capire, Pressina raccontò loro di come il padre aveva rotto la promessa. Melusina escogitò subito un piano per vendicare la madre e convinse la sorella ad aiutarla. Le tre giovani fate si recarono in Albania dove, con l’aiuto di un incantesimo, imprigionarono in cima ad una montagna il re con tutti i suoi tesori. Quando la madre venne a conoscenza di una tale impresa si irritò moltissimo e le punì severamente.
Melusina fu condannata a diventare, ogni sabato, un serpente dalla vita in giù e tale castigo sarebbe dovuto durare fino a che non avesse sposato un uomo capace di mantenere la promessa di non vederla in quel determinato giorno.
Allora Melusina intraprese un lungo viaggio in cerca dell’uomo che l’avrebbe liberata. Percorse tutta Europa attraversando la Foresta nera e le Ardenne, finchè arrivò nel Poitou, in Francia, dove, nella foresta di Coulombiers, divenne regina delle fate di quei luoghi.


Una sera un giovane cavaliere di nome Raymondin, mentre vagava per la foresta, incontrò Melusina vicino alla fontana della Sete (fontaine de Soif o "fontaine faée", o "font-de-Cé", o "Soif-Jolie", o "font-de-Sef") Raymondin si innamorò subito della bellissima fata e la chiese in moglie. Ella rispose che sarebbe stata contenta, a patto che le giurasse che non avrebbe mai cercato di vederla il sabato: il cavaliere promise ed essi si sposarono. Melusina costruì per lui un grande castello, il castello di Lusignan, che sorgeva su una rocca vicino alla sorgente presso la quale si erano incontrati per la prima volta.
 
Maschio del castello di Lusignan, del 1242, attribuito a Melusina
Durante i primi anni del loro matrimonio, Melusine costruì per il marito altri castelli, torri e piazzeforti, contribuendo a rendere la sua famiglia sempre più potente.
Era sufficiente una sola notte perchè la fata erigesse le più imponenti fortezze. Costruì persino la città di Lusignan, ed estese il loro dominio sul Poitou, la Guyenne, la Guascogna, la Bretagna.

Ma l’incantesimo pronunciato da Pressina aveva gettato la sua bieca luce sull’intera esistenza della figlia, la cui prole nacque tutta deforme.
Ebbe 10 figli, ognuno di questi marchiato da una qualche anomalia fisica, segno della discendenza da un essere ultraumano: il primo era più largo che alto, ed aveva enormi orecchie; il secondo aveva invece un orecchio piccolo e l’altro enorme; il terzo aveva un occhio più in basso dell’altro; il quarto aveva su una guancia l’impronta di una unghiata di leone; il quinto aveva un solo occhio, ma in compenso poteva vedere distintamente a venti leghe di distanza; il sesto aveva un solo dente anteriore, che usciva dalla bocca, e che era largo un buon pollice (di qui il suo nome di Geoffroy la Grand’Dent; sarà di fatto l’antenato della dinastia Lusignan ed è l’unico personaggio certamente storico della leggenda; visse tra il XII e il XIII secolo); il settimo aveva un marchio peloso sulla punta del naso; dell’ottavo e del nono non abbiamo notizie; il decimo aveva tre occhi, di cui uno al centro della fronte.

  Un maligno cugino di Raymondin lo convinse allora a spiare la moglie, dopo aver seminato nella sua mente il seme della gelosia e del sospetto: Raymondin si appostò in un angolino nascosto nell’appartamento della consorte e da lì, un sabato, vide che la moglie si apprestava a fare il bagno.

Dipinto di Julius Hübner.
Con orrore si accorse che Melusine, mentre faceva il bagno si trasformava in serpente squamoso dalla vita in giù; e questa coda era molto grossa e si dibatteva nell'acqua alzando schizzi fino alla volta.
Allora venne preso dall’angoscia di poter perdere Melusina per sempre, e decise di non confidarle il suo tradimento. Uno dei loro figli, però, Geoffroy la Grand’Dent, uccise il fratello Freimund. Nell’apprendere la notizia di questa nuova sventura, il conte Raymondin non potè nascondere il dolore e l’ira e disse a Melusina “fuori dalla mia vita, serpente malefico! Tu che hai inquinato la mia razza!” Udendo le sue parole Melusina capì che lo sposo aveva rotto il giuramento e che, per obbedire al proprio destino, se ne sarebbe dovuta andare per sempre.


 Gemendo e singhiozzando, si gettò da una finestra del castello del Lusignan aprendo delle grandi ali da pipistrello, e da allora vagò come spettro per la terra con dolore e sofferenza.




Note:
La storia di Melusine ha affascinato per secoli gli uomini di cultura che, oltre ad averla rielaborata più volte come materiale romanzesco, poetico o narrativo, ne hanno cercato le spiegazioni dei significati nascosti. Abbiamo così interpretazioni psicanalitiche, strutturaliste, storiche, mito-religiose, sociologiche e cosi via. Come la storia, anche il nome ha esercitato un forte potere di attrazione, tanto che le spiegazioni e le fonti etimologiche che ne sono state proposte, costituiscono un lungo elenco, che riassume anche in parte le spiegazioni avanzate della leggenda in sè.


Melusine potrebbe derivare: da una presunta divinità ariana di nome Miluski(?); dalla fusione dei nomi di due località, Melle e Lusignan; dal celtico mi lysowen, meta, serpente; dal latino melus, melodioso; da meter Lurinie, con riferimento alla fecondità procreativa; dall’anagramma del nome di Lusignan, anticamente chiamata Lusignem; da un antico genio celtico, protettore delle acque di nome Lusias. Ma anche, più recentemente, da Mère Lusigne, ossia madre della famiglia Lusignan.
Poichè in molte regioni della Francia (e non solo) il mito di questa fata è rimasto vivo, il cristianesimo l'ha inizialmente demonizzata, per poi rassegnarsi ad assorbirla, trasformandola nella santa Venicie, o santa Melusie, o Melusine.

Molte nobili famiglie europee, tra le quali i Rohan e i Sassenaye, falsificarono i loro alberi genealogici per vantare la discendenza da Melusina. Il casato di Sassenageeven arrivò al punto di rinunciare alla propria stirpe reale pur di annoverare Melusina tra i suoi antenati affermando che, dopo essere stata scacciata dal Lusignan la fata si era rifugiata nella grotta di Sassanaye nel Delfinato. 

In suo ricordo si fecero dei dolci molto burrosi cui fu dato nome di Mère Lusine, e degli altri che si chiamarono Raymondin, Fino agli anni '60 del secolo scorso si potevano acquistare alla grande Foire de Fon de Cé presso Lusignan, nella foresta di Coulombiers. Questa fiera del bestiame si teneva la domenica e il lunedi successivi al giorno dell'Ascensione. Penso che oggi i dolci si trovino tutto l'anno, almeno nella zona.
Ho trovato in un volumetto la ricetta di un pandolce presentato come se fosse la ''Mère Lusine'', e in effetti, se fatto in piccolo formato, si presterebbe ad esser venduto alla fiera. Ma il fatto che nella foto fosse decorato come se fosse la sirenetta di W. Disney mi ha fatto diffidare...
Proseguo l'argomento in questo post: I dolci della fata Melusina.


La fonte leggendaria forse è scomparsa, ma il sito ne conserva ancora il nome. Quanto alla foresta di Coulombiers, ciò che ne rimane è compreso nel Parco Comunale di Lusignan: sono 160 ettari che seguono i meandri del fiume La Vonne, visitati per la ricchezza della flora e della fauna.









Qui pubblico due vedute del grande parco











E infine, per terminare le mie disquisizioni sull'argomento, vi presento uno degli otto pelosi, la mia Fata Melusina, splendidissima senza eguali: