lunedì 1 settembre 2014

DIVULGAZIONE




GEORGE WASHINGTON, PAZIENTE ILLUSTRE



George Washington (1732-1799), grande uomo politico e militare americano, comandò l'esercito continentale durante tutta la guerra di Indipendenza Americana contro gli inglesi, dal 1775 al 1783. Poi divenne il primo presidente degli Stati Uniti, uno dei Padri Fondatori della nazione.
 


 

 

Washington era di statura superiore alla media, e tanto bastò perchè, nelle leggende postume, gli fosse attribuita una forza fisica eccezionale. D'altra parte le azioni militari compiute, unitamente a quelle politiche, gli diedero fama di grande condottiero. Invece, nella realtà, era una persona cronicamente debole e sofferente. Da bambino si ammalò della temutissima difterite, poi di malaria e più avanti di vaiolo, del quale portava i segni in viso.
 Non fu mai di costituzione robusta, ma forse, molti dei guai e delle patologie successive ebbero una causa iatrogena nell'effetto tossico dei preparati mercuriali che gli furono somministrati per le gravi patologie nell'infanzia. Probabilmente uno degli effetti fu la sterilità: non ebbe figli suoi, ma solo adottivi. L'altro effetto fu quello a carico dell'apparato odontostomatologico. Per tutta la vita soffrì di mal di denti, infezioni, ascessi, carie, periostiti a carico della mandibola, stomatiti e gengiviti.
Cominciò presto: a 22 anni gli fu strappato il primo dente, poi furono estratti gli altri col ritmo pressocchè costante di uno all'anno, e alcuni li perse spontaneamente per piorrea. Quando divenne presidente a 57 anni gliene era rimasto uno solo: un premolare inferiore sinistro. 
Forse è un errore dare tutte le colpe al cloruro di mercurio (chiamato calomelano), largamente usato dai medici fino al XIX secolo come antisettico, lassativo e antiluetico. L'alimentazione dell'epoca prevedeva molti cibi zuccherini, e le polveri per lavare i denti erano molto abrasive e consumavano lo smalto dei denti. Inoltre George Washington non era certo un caso isolato: all'epoca la gente cominciava a sdentarsi dopo i 30 anni. Però il suo calvario odontoiatrico fu veramente penoso. Tutte queste infezioni esitarono infine in una deformazione edematosa della guancia destra. La cosa è piuttosto evidente in alcuni ritratti, in particolare in quello che è stato riprodotto sulla banconota da 1$. E si tratta di una flaccidità eccessiva anche considerando il fattore età.


In questo ritratto la guancia destra appare ancora normale







 






Ovviamente il presidente era assistito dai migliori dentisti del Paese. Si fece fare innumerevoli dentiere alle quali trovava difficile adattarsi. In genere erano costituite da una base d'avorio su cui venivano fissati denti umani legati fra loro con filo d'oro. Ma ne ebbe anche di zanna di tricheco, altre con denti di vari animali, denti ricavati da quelli di mucca, da quelli di ippopotamo, alternati a denti suoi. Ma tutte erano mal tollerate, perchè il calco di cera che serviva da modello era sempre molto approssimativo. Erano dolorose da indossare e provocavano flogosi osteogengivali recidivanti.
Dentiera in piombo e denti ricavati da denti di animale

Dentiera interamente intagliata nell'avorio

Dentiere con base in avorio e denti incastonati, in avorio e umani


Le più funzionali che il suo dentista di fiducia riuscì a realizzare erano dotate di molle che accompagnavano l'apertura e chiusura delle mandibole, e queste si adattavano meglio. Ma sia chiaro: queste dentiere benchè carissime erano solamente di facciata. Non servivano certo per masticare. E' noto infatti come nelle occasioni ufficiali il presidente si limitasse a sorseggiare delle minestre per poi congedarsi con qualche pretesto di compiti urgenti.
Le dentiere coi denti d'avorio tendevano ad avere delle discromie che si accentuavano col tempo, e a prendere un odore e un sapore sgradevoli. Quelle di denti umani invece rimanevano inalterate. La fonte principale di denti umani erano i cadaveri e, talvolta la vendita dei propri da parte di persone povere. 
(Dopo la battaglia di Waterloo moltissimi becchini corsero a cavare i denti ai morti e ai moribondi per venderli ai dentisti. La pratica divenne così popolare che si coniò il termine di ''denti di Waterloo'' e fu simbolo di orgoglio per gli utilizzatori di questi denti. La pratica di recuperare denti dai soldati morti continuò nella guerra Civile Americana, quando casse di denti erano spedite in Europa per la costruzione di dentiere)
La diceria che Washington portasse una dentiera di legno è assolutamente infondata: si poteva permettere ben altro. La sua collezione di dentiere si può ammirare a Mount Vernon.
Modello con le molle in oro e avorio

Oro e avorio con le molle


Nei ritratti che lo raffigurano anziano, ci appare con le labbra strette (forse con una sola delle due arcate) e un'espressione intristita e sofferente.  


Quando lasciò definitivamente la scena politica, si ritirò a Mont Vernon.
Un giorno di dicembre del 1799 decise, nonostante il maltempo, di effettuare una lunga ispezione nella sua fattoria. Rimase molte ore esposto al freddo e alla pioggia. Infine tornò a casa e cenò senza cambiare gli abiti bagnati. L'indomani mattina si svegliò con i sintomi di un'influenza, febbre alta e laringite. La notte successiva ebbe difficoltà respiratorie e dolore alla deglutizione. La mattina, essendo peggiorato ulteriormente, chiamò il fattore e gli ordinò di praticargli un salasso (una terapia passepartout molto in voga). Furono estratti circa 250 ml di sangue.


Kit settecentesco per praticare salassi


Alle 10 del mattino arrivarono il Dr. Craik e il Dr.
Brown, medici curanti ed amici del malato. Rilevarono rossore della faringe,dolore alla gola, difficoltà alla deglutizione e alla respirazione e dolore nel parlare. Emisero diagnosi di inflammatory quinsy, vale a dire: stenosi alta delle vie respiratorie che può portare a soffocazione. I due medici ordinarono un altro generoso salasso: altri 250 ml di sangue furono tolti. Poiché il tempo passava senza che si verificasse miglioramento, essi pensarono di far venire il Dr. Cullen Dick, di cui avevano grande stima. In attesa del Dr. Dick, visto che non si manifestava alcun segno di miglioramento, Craik e Brown, tra vedere e non vedere praticarono un terzo salasso.

Quando alle tre del pomeriggio il dr. Dick visitò il paziente, propose ai colleghi di praticare una tracheotomia, estremo e poco praticato rimedio in caso di vie aeree che vanno ostruendosi. Si prendeva lui, disse, tutta la responsabilità. Dapprima i due colleghi si mostrarono favorevoli, poi ebbero paura che l'amico potesse morire durante l'intervento, e cambiarono idea. Tutti e tre optarono allora per un quarto salasso (si giunse così a quasi 2 litri totali). Manco a dirlo, il paziente diventò molto debole, ma chiese di rimaner seduto per poter respirare meglio. Intorno alle 8 di sera furono applicati dei vescicanti alle gambe e un collare di crusca calda alla gola. Alle 11,30 della notte, il respiro essendosi fatto sempre più lieve, sopravvenne la morte. I tre medici stavano lì davanti del tutto inutili.
Dopo qualche giorno Craik e Brown pubblicarono il rapporto sulla morte di Georges Washington: infiammazione tracheale, una diagnosi molto generica, ma la branca di otorinolaringoiatria non era stata ancora inventata. Tuttavia furono attaccati da tutta la comunità medica: ognuno dava la sua stravagante opinione circa quello che si sarebbe potuto fare e non era stato fatto.
Col senno di poi, ossia nel 1976, uscì un articolo di H. H. E. Scheidemandel che teorizzava si fosse trattato di un'epiglottidite acuta, causata magari da un flemmone. Questa la diagnosi. Ma non c'è dubbio che la causa diretta della morte fu lo shock e la disidratazione conseguenti ai salassi.


FINE




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